Rd Congo / CPI

La Corte penale internazionale (CPI) ha assolto in appello, venerdì 8 giugno, l’ex vicepresidente congolese Jean-Pierre Bemba, condannato in prima istanza a 18 anni di carcere per crimini di guerra e stupro commessi in Centrafrica tra il 2002 e il 2003.

I giudici hanno deliberato la non colpevolezza di Bemba dopo aver ritenuto non dimostrabile la sua responsabilità per l’uccisione e lo stupro di civili da parte di soldati sotto il suo comando.

Il rovesciamento della sentenza, accolto con entusiasmo dai sostenitori del leader congolese, è stato invece fortemente criticato dal procuratore generale della CPI, Fatou Bensouda, che ha definito la decisione «deplorevole e preoccupante».

Anche il gruppo per i diritti umani Amnesty International ha accolto con sdegno la sentenza e parlato di «un duro colpo per le vittime di un’orribile campagna di persecuzione e stupro».

Bemba è stato rilasciato in libertà provvisoria, poiché è in attesa che la giustizia stabilisca la pena da infliggergli dopo la condanna inflittagli per aver corrotto 14 testimoni durante il processo. (Reuters / BBC)