Rd Congo / Elezioni presidenziali

La Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc) ha invitato le autorità della Repubblica democratica del Congo al riconteggio dei voti delle elezioni presidenziali del 30 dicembre, contestate dal secondo classificato, Martin Fayulu. “Un riconteggio fornirebbe la necessaria rassicurazione sia ai vincitori che ai perdenti”, ha fatto sapere l’organismo regionale in una nota.

Fayulu – che sostiene di aver vinto con il 61,51% dei consensi – ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale. L’ipotesi corrente è che il vincitore ufficiale, il leader dell’opposizione Felix Tshisekedi, abbia stretto un accordo segreto con il presidente uscente Joseph Kabila per essere dichiarato vincitore e che preservare l’influenza di Kabila su importanti ministeri e sulle forze di sicurezza.

La settimana scorsa anche la Chiesa cattolica congolese ha affermato che i dati raccolti dai 40mila membri del suo team di monitoraggio non corrispondono a quelli della Commissione elettorale.

La SADC, che include vecchi alleati di Kabila – Angola e Sudafrica -, ha anche raccomandato la creazione di un governo di unità nazionale che includa partiti che rappresentino Kabila, Fayulu e Tshisekedi. Accordi che “hanno avuto molto successo in Sudafrica, Zimbabwe e Kenya”, creando la “necessaria stabilità per una pace duratura”, si legge nella dichiarazione.

Anche perché la coalizione di governo uscente – che fa capo a Joseph Kabila – avrebbe mantenuto la maggioranza nelle elezioni legislative, svoltesi in concomitanza con il voto presidenziale, secondo quanto dichiarato oggi da un funzionario della coalizione.

In un tweet Fayulu ha scritto che i risultati della Commissione elettorale “sono stati inventati di sana pianta”, chiedendo di ricontare “tutti i voti delle tre elezioni (presidenziali, legislative nazionali e provinciali)”.

La Corte ha otto giorni per esprimere il suo verdetto, ma Fayulu ha già detto che non si aspetta un giudizio favorevole dal momento che il tribunale è composto da funzionari legati a Kabila. (Africanews / Anadolu / Reuters)