Rd Congo / Ebola

La violenza delle milizie presenti nella regione del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, ha impedito agli operatori umanitari di raggiungere alcuni potenziali casi di contagio del virus Ebola che ha ucciso 44 persone in questa zona dal 1 agosto, con 78 casi di contagio, 51 dei quali confermati.  

La denuncia è stata fatta venerdì dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che sta cercando di evitare lo scatenersi di un’epidemia in questa zona, che ospita circa un milione di profughi.

Il focolaio è il villaggio agricolo di Mangina, a 30 chilometri dalla città di Beni. Qui si sono registrati il maggior numero di morti, 39, altri 3 decessi si sono avuti nella vicina provincia dell’Ituri. Tra gli infettati anche 10 operatori sanitari.

I team sul campo hanno anche identificato 2.157 “contatti”, ovvero persone che potrebbero essere state in contatto con il virus, secondo il ministero della Salute. Il portavoce dell’OMS, Tarik Jasarevic, ha detto di aspettarsi più casi perché «non sappiamo se siano state identificate tutte le catene di trasmissione».

Questa è la decima volta che l’epidemia colpisce la Repubblica Democratica del Congo dal 1976, quando Ebola è stato identificato per la prima volta. La nona epidemia è iniziata il 4 aprile scorso, nella regione nord occidentale di Equateur ed è stata dichiarata conclusa il 24 luglio.
A limitare la diffusione ha contribuito in questo caso anche l’utilizzo tempestivo di un nuovo vaccino.

Nel 2013-2015 un’epidemia di Ebola nell’Africa Occidentale ha causato la morte di oltre 11.300 persone in Guinea, Liberia e Sierra Leone. (Reuters / CNN)