R.D. Congo / Elezioni presidenziali

I candidati dell’opposizione congolese si sono impegnati ieri a non boicottare le elezioni presidenziali del 23 dicembre. Un accordo minimo, ma che consente di salvare l’unione delle opposizioni, minacciata negli ultimi giorni da affermazioni contraddittorie di alcuni dirigenti.

L’accordo, raggiunto in Sudafrica dove sono riuniti i sette candidati delle opposizioni, ha contribuito, almeno in apparenza, a risolvere le divergenze. In cambio di un chiaro rifiuto del boicottaggio, l’Unione per la democrazia e il progresso sociale (UDPS) ha chiesto di continuare a chiedere il ritiro dei controversi macchinari per il voto elettronico e la revisione delle liste elettorali.

Il Movimento di liberazione del Congo (MLC) di Jean-Pierre Bemba e la coalizione di Mose Katumbi – entrambi esclusi dalla corsa alla presidenza -, si sono dette concordi sul fatto che sia assolutamente necessario mantenere la pressione per un’elezione più credibile possibile e sulla necessità, per questo, di eliminare il voto elettronico.

Per il figlio del leader storico dell’opposizione, Felix Tshisekedi (UDPS), e per il candidato dell’Unione per la nazione congolese (UNC) Vital Kamerhe (arrivato terzo alle elezioni del 2011), era fondamentale che l’opposizione si impegnasse a non boicottare le elezioni.

Ma lo scoglio maggiore da affrontare è quello della scelta di un candidato unico che dovrà essere nominato prima del 15 novembre. Un punto cruciale che è stato però ancora una volta attentamente evitato. (Radio France Internationale)

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