Rd Congo / Ebola

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato ieri l’epidemia di Ebola nelle province del Kivu settentrionale e dell’Ituri, una “emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale”.

La dichiarazione del comitato di emergenza presso la sede dell’Oms a Ginevra, ha elevato la malattia e gli sforzi necessari per combatterla a un livello di preoccupazione significativamente più alto. Tuttavia, il presidente della commissione Robert Steffen ha messo in guardia contro una reazione eccessiva al significato della decisione.

«Questa è ancora un’emergenza regionale e in nessun modo una minaccia globale», ha detto, motivando la decisione con la preoccupazione per una possibile diffusione di Ebola a Goma, città di 1 milione di abitanti, anche se finora nessun caso è stato registrato. Domenica scorsa, però, è stato scoperto un sacerdote infettato dal virus che è poi morto.

Steffen ha detto che l’intensificarsi della trasmissione nella città di Beni, precedente epicentro della malattia, e la recente uccisione di due operatori sanitari, sono stati tra gli altri fattori che hanno alimentato la decisione del comitato.

L’Oms non ha però raccomandato alcuna restrizione sui viaggi o sul commercio. Tali restrizioni, infatti, possono ostacolare ulteriormente la lotta alla diffusione.

A preoccupare è anche la vicenda di un pescivendolo che ha vomitato al mercato di Mpondwe in Uganda l’11 luglio, prima di morire di Ebola nella Repubblica democratica del Congo, un incidente che potrebbe aver diffuso la malattia oltreconfine.

I morti, da quando l’epidemia è stata dichiarata lo scorso 1 agosto, sono quasi 1.670 con più di 2.500 casi di contagio registrati. Questo è il decimo focolaio della malattia negli ultimi quattro decenni nella RdC e il secondo più grande al mondo dopo l’epidemia in Africa occidentale (Sierra LeoneLiberia e Guinea) che dal 2014 al 2016 ha ucciso più di 11.300 persone.

Secondo l’Oms, l’insicurezza dovuta al conflitto nelle province del Nord Kivu e dell’Ituri e il tiepido sostegno finanziario internazionale sono stati i principali ostacoli alla cessazione del virus Ebola. (Voice of America / Reuters)