Repubblica Democratica del Congo / Elezioni

Ieri a Ginevra i leader dei sette principali partiti d’opposizione della Repubblica democratica del Congo hanno scelto il candidato unico che correrà alle elezioni presidenziali del 23 dicembre contro il delfino del presidente Joseph Kabila, Emmanuel Ramazani Shadary.

Sorprendendo più di un osservatore, gli oppositori hanno scelto come loro rappresentante Martin Fayulu, il “terzo uomo”, rispetto ai due favoriti, Felix Tshisekedi e Vital Kamerhe.

“Un uomo che non ha mai commerciato con il potere di Kabila”, secondo i suoi amici politici, “un estremista”, invece, agli occhi della maggioranza presidenziale: Martin Fayulu non è molto conosciuto fuori della capitale congolese, Kinshasa, dove è nato 62 anni fa. Molto vicino alle posizioni della società civile e dei movimenti dei cittadini, Fayulu è considerato un “combattente”. Fu arrestato almeno due volte per la sua partecipazione a manifestazioni vietate dalle autorità. Anche per questo incarna in un certo senso l’ala dura dell’opposizione che non intende cedere alle principali rivendicazioni: l’esclusione del macchinario per il voto elettronico e la revisione della lista elettorale. La minaccia è il boicottaggio delle elezioni.

Dopo gli studi a Parigi e San Francisco negli Stati Uniti, è entrato a far parte del gruppo petrolifero Mobil nella Repubblica democratica del Congo (RDC) dove ha fatto carriera, fino a diventare direttore generale per l’Etiopia.
Il suo impegno politico risale agli anni ’90, quando partecipò alla National Sovereign Conference. Già all’epoca era nel campo d’opposizione al maresciallo Mobutu Sese Seko.

Nel paese si svolgono anche elezioni legislative nazionali e legislative delle 26 province.  (Radio France Internationale)

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