Rd Congo

Quattro mesi dopo il suo insediamento come presidente della Repubblica democratica del Congo, Felix Tshisekedi ha nominato ieri il nuovo primo ministro, Sylvestre Ilunga Ilukamba (nella foto).

La nomina è stata annunciata dal portavoce presidenziale Kasongo Mwema Yambayamba, che ha detto che Ilukamba è stato nominato nell’ambito di un accordo politico tra Tshisekedi e il suo predecessore, Joseph Kabila. Alle ultime elezioni la coalizione di Kabila, il Fronte comune per il Congo, ha ottenuto 342 dei 485 seggi in parlamento.

A marzo, nuovo e vecchio presidente hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che conferma “la volontà comune di governare insieme come parte di un governo di coalizione”. La costituzione del paese, ricco di preziose materie prime, impone che il primo ministro provenga dal blocco di maggioranza in parlamento, mentre il presidente prende tradizionalmente la decisione finale su chi occuperà il posto.

Ilukamba, politico in carriera e alleato di Kabila, era in precedenza il capo della compagnia ferroviaria nazionale. Ha anche lavorato come ministro delle Finanze sotto l’ex presidente Mobutu Sese Seko, che per oltre tre decenni ha tenuto in pugno il paese.

La nomina del primo ministro arriva quasi cinque mesi dopo il contestato voto del 30 dicembre che ha visto la vittoria di Tshisekedi, proclamato vincitore di un’elezione che secondo gli osservatori sarebbe stata segnata da irregolarità e frodi.

Sempre ieri, intanto, è rientrato nel paese dopo tre anni di esilio, il leader dell’opposizione Moise Katumbi, accolto da migliaia di sostenitori al suo arrivo all’aeroporto di Lubumbashi, capoluogo della regione mineraria del Katanga, storica roccaforte dell’opposizione a Kabila.

Katumbi era fuggito dal paese nel maggio 2016 di fronte alle accuse d’aver ingaggiato mercenari come parte di un complotto contro il governo di Kabila. È stato poi condannato in contumacia a tre anni di carcere per frode immobiliare. Entrambe le accuse, secondo i suoi sostenitori erano finalizzate a impedirgli di candidarsi alle elezioni contro Kabila.

Sospetti confermati dal una corte d’appello che il mese scorso ha annullato la condanna per frode. I pubblici ministeri hanno inoltre dichiarato di aver abbandonato l’inchiesta sulle altre accuse “dato che il presidente ha posto come priorità allentare le tensioni politiche”. Da quando è salito al potere, Tshisekedi ha graziato 700 prigionieri politici, tra cui tre oppositori di Kabila. (Al Jazeera)