Rd Congo / Chiesa

Altri due sacerdoti sono stati aggrediti della Repubblica democratica del Congo. Secondo notizie pervenute all’Agenzia Fides, il parroco della chiesa dedicata a Isidoro Bakanja, a Boma, nell’estremo ovest del paese, don Pierre Mavinga e il suo vicario, sono stati attaccati la sera del 10 aprile da una decina di uomini armati e a volto coperto, alcuni in uniforme militare. Mavinga racconta che il gruppo è entrato nella canonica sparando con munizioni vere e che i due sono stati picchiati e derubati di telefoni, computer e denaro.

L’assalto è avvenuto due giorni dopo l’uccisione nella provincia orientale del Nord Kivu, del parroco di Kitchanga, don Etienne Nsengiunva, freddato l’8 aprile da un gruppo di uomini armati, entrati nella stanza in cui stava mangiando.

Da qualche tempo la Chiesa cattolica – ma non solo – è intimidita e minacciata dal governo e da gruppi armati. “Convocazioni dinanzi alla corte o arresti arbitrari, sequestri e/o uccisioni. Questo è il destino di molti sacerdoti e di altri consacrati nella Repubblica democratica del Congo negli ultimi tempi” denunciano a Fides fonti della Chiesa congolese protette da anonimato. “Questa situazione e sempre più inquietante, in quanto la Chiesa cattolica ha assunto un ruolo guida nella ricerca di soluzioni alla crisi politica che paralizzato il paese”.

I vescovi avevano negoziato l’accordo di San Silvestro del 31 dicembre 2016 per portare il paese alle urne dopo che le elezioni presidenziali che dovevano tenersi entro la fine di quell’anno non erano state effettuate e il presidente Joseph Kabila è rimasto al potere oltre il suo secondo e ultimo mandato. La mancata attuazione delle intese ha spinto il laicato cattolico ha indire una serie di manifestazioni per chiederne l’applicazione. Le manifestazioni sono state però represse nel sangue. (Agenzia Fides)