R.D.Congo

La missione Onu per la stabilizzazione della Repubblica democratica del Congo (Monusco) si è detta preoccupata per la stabilità della regione Est del paese, a causa dell’afflusso di combattenti sud sudanesi. In un comunicato reso noto il 12 settembre scorso, ha fatto sapere d’aver avviato discussioni con il governo e le organizzazioni regionali, per trovare una soluzione a questa situazione che potrebbe diventare un’ulteriore minaccia, in un’area da decenni martoriata dalla presenza di gruppi armati.

Nel comunicato, la Monusco dichiara d’aver recuperato 634 cittadini sud-sudanesi presenti nella riserva naturale di Garamba, al confine con il Sud Sudan, nell’ambito di un’operazione partita il 17 agosto, dopo gli scontri a fuoco che hanno infiammato la capitale sud sudanese. Ai sud sudanesi sono state sequestrate molte armi che ora sono custodite dalla Monusco, annuncia il comunicato. L’operazione ha l’obiettivo di fornire assistenza ai miliziani fuggiti da Juba cercando rifugio oltreconfine, ma anche alla popolazione civile che potrebbe diventarne vittima. Ad oggi, rimangono 134 persone ancora nel parco, sostengono i caschi blu.

Mercoledì scorso, la Monusco aveva rivelato d’aver aiutato a trasportare in un luogo sicuro per essere curati più di un centinaio di partigiani “malridotti” del vicepresidente sudanese Riek Machar, anche lui inizialmente rifugiato in Rdc. Questi combattenti, insieme al loro capo, erano stati cacciati da Juba, la capitale del Sud Sudan, in seguito a violenti scontri contro l’esercito del presidente Salva Kiir iniziati l’8 luglio. Riek Machar, ferito, era stato preso in carico dalla Monusco nella foresta della Rdc. (JeuneAfrique / Agenzia Nova)

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