RD Congo / Crisi politica

La coalizione d’opposizione Rassemblement ha annunciato di non voler partecipare ai lavori di preparazione del “dialogo nazionale” che si aprono oggi nella capitale della Repubblica democratica del Congo, Kinshasa. Il partito, che raggruppa i principali movimenti d’opposizione al presidente Joseph Kabila (Udps e Mlc), ha inoltre indetto per oggi una giornata di protesta. Il mese scorso, Rassemblement aveva  ricusato la figura dell’ex presidente togolese Edem Kodjo come mediatore del dialogo politico indicato dall’Unione africana, ritenendolo troppo vicino a Kabila.

 

Ad annunciarlo era stato, con un comunicato, il leader dell’Udps, Etienne Tshisekedi, che era tornato a chiedere la liberazione di centinaia di militanti politici arrestati. Gli altri partiti dell’opposizione hanno invece aderito all’iniziativa, fondamentale per far uscire dal lungo stallo il paese. Impegnata nel ruolo di sostenitrice dell’iniziativa e di mediatrice anche la chiesa Cattolica congolese che sta lavorando attivamente per impedire che la crisi politica degeneri in violenza. Le tensioni riguardano in particolare il rischio che l’attuale presidente possa ricandidarsi nonostante abbia già completato i due mandati previsti dalla Costituzione.

Le elezioni generali dovrebbero tenersi entro la fine dell’anno ma la data non è ancora stata fissata e la Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) ha invece presentato un calendario per la revisione delle liste elettorali dalla durata di almeno 11 mesi. (Fides / Agenzia Nova)