Repubblica democratica del Congo

Accordo raggiunto fra i partiti di opposizione della Repubblica democratica del Congo, dopo essersi riuniti per due giorni a Bruxelles in Belgio, gli schieramenti politici congolesi hanno firmato questa notte il cosiddetto “Atto d’impegno delle forze politiche e della società civile per il cambiamento”, in cui viene sancita l’istituzione di un organismo comune, volto a favorire il dialogo nazionale che si chiamerà “le Rassemblement”.

Lo scopo della riunione era quello di delineare una strategia “per scongiurare il caos”, visto che si allontana la possibilità di tenere le elezioni presidenziali e politiche entro novembre, come previsto dalla Costituzione.

Si teme infatti che il presidente congolese Joseph Kabila, forte anche di una sentenza della Corte Costituzionale, miri a prolungare indefinitamente il suo mandato, dato che non può presentarsi alle elezioni per ottenerne un terzo.

Nel documento firmato dalle opposizioni viene ribadito il “no” al dialogo promosso da Kabila e il “si” all’adozione della risoluzione 22.77 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che prevede l’estensione della missione Onu nel paese (Monusco) fino al 31 marzo 2017 e insiste sull’organizzazione di nuove elezioni.

Oltre alle elezioni presidenziali, l’opposizione si pone anche altri obiettivi come la liberazione di tutti i prigionieri politici e maggiori controlli sull’operato della Commissione elettorale nazionale (Ceni) e della Corte costituzionale. Ma soprattutto l’uscita di scena del presidente Kabila allo scadere del suo mandato, il prossimo 20 dicembre.

All’incontro di Bruxelles hanno partecipato i partiti Udps, della coalizione G7 e del gruppo Dinamica dell’opposizione. Lo scorso 26 maggio l’opposizione ha indetto una manifestazione di protesta contro la recente sentenza della Corte costituzionale che autorizza il capo dello stato Jospeh Kabila a rimanere al potere oltre la scadenza del proprio mandato. (Rfi)