Rd Congo / Minerali

Il presidente della Repubblica democratica del Congo, Joseph Kabila, ha ratificato il 9 marzo scorso la nuova legge sullo sfruttamento minerario approvata dal parlamento a gennaio e fortemente contrastata dalle imprese straniere che sfruttano il sottosuolo congolese.

La legge prevede un aumento delle tasse e il raddoppio delle royalties governative a carico delle multinazionali che estraggono minerali preziosi per l’industria internazionale.

La scorsa settimana diversi dirigenti delle aziende interessate si sono recati a Kinshasa, nella speranza di convincere Kabila a cambiare idea, sostenendo che la nuova legge avrebbe dissuaso gli investimenti futuri e violato gli accordi esistenti, riferisce l’agenzia di stampa Reuters. La firma è stata comunque apposta venerdì scorso, anche se il governo ha accettato di considerare i singoli casi e di collaborare con le aziende nell’esecuzione delle nuove regole.

Da anni nel paese si chiedeva la modifica del codice minerario del 2002, che si riteneva concedesse troppi profitti alle società straniere.

Per la Rd Congo l’industria mineraria – che produce anche rame, diamanti, tantalio, stagno e oro – è la principale fonte di reddito da export del paese. La nazione fornisce oltre il 60% del cobalto del mondo – componente vitale nelle batterie dei telefoni cellulari – di cui la Rd Congo è il più grande produttore africano. I prezzi del cobalto, inoltre, sono più che raddoppiati l’anno scorso, per l’aumento della domanda di auto elettriche che richiedono il cobalto per le batterie.

Quella che sembra una buona notizia potrebbe però non rivelarsi tale, perché l’irrigidimento della legge potrebbe spingere alcune società a seguire la più redditizia strada del mercato illegale. (BBC)