Rd Congo / Kasai Centrale

Sono stati consegnati alle rispettive famiglie nei paesi d’origine i corpi dei due esperti delle Nazioni Unite uccisi nella provincia del Kasai Centrale, nella Repubblica Democratica del Congo.
Lo statunitense Michael Sharp e la svedese-cilena Zaida Catalan furono rapiti il ??12 marzo insieme a quattro accompagnatori congolesi e i loro corpi furono trovati 16 giorni dopo in una delle 23 fosse comuni scoperte dai funzionari Onu. La coppia era stata incaricata dal Segretario generale dell’Onu di indagare sulle violenze in corso nella provincia, scossa dal conflitto tra esercito congolese e miliziani Kamwina Nsapu, seguaci dell’omonimo capo tradizionale, ucciso nell’agosto 2016 durante un’operazione militare.

La ribellione Kamwina Nsapu è accusata dalle Nazioni Unite di reclutamento di bambini e d’aver commesso molte atrocità. Dall’altro lato anche le forze di sicurezza congolesi (Farc) sono regolarmente accusate dall’Onu di uso sproporzionato della forza (documentato da alcuni video che riprendono uccisioni extragiudiziali di civili disarmati) contro miliziani, armati per lo più di ‘armi bianche’.

L’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell’Onu (Ocha) si è detto preoccupato per il dilagare del conflitto che da agosto 2016 ha provocato almeno 400 morti, spingendo più di 600.000 persone ad abbandonare le loro case. Le violenze, sostiene l’Ocha, colpiscono almeno 1,7 milioni di persone in cinque province – Kasai, Kasai Centrale, Kasai Orientale, Lomani e Sankuru – e sono in continua espansione. (Afrique Presse/ Rfi)