R.D. Congo

L’esercito della Repubblica democratica del Congo e i contingenti di pace Onu hanno siglato giovedì scorso un accordo per riprendere la cooperazione militare contro i ribelli hutu rwandesi. Lo ha fatto sapere in un comunicato la missione delle Nazioni Unite nell’R.D.Congo (Monusco), che un anno fa si era ritirata dall’offensiva congiunta contro i ribelli delle Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (Fdlr). La decisione era stata presa in seguito alla nomina da parte dell’esercito congolese di due generali, in qualità di comandanti dell’operazione congiunta, accusati dall’Onu di essere coinvolti in reiterate violazioni dei diritti umani.

Nelle fila dell’Fdlr militano alcuni guerriglieri responsabili del genocidio in Rwanda del 1994, poi fuggiti nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo. La loro presenza nel paese aveva spinto il governo del Rwanda a intraprendere diversi interventi militari, culminati nella guerra civile del 1998-2003 durante la quale persero la vita milioni di persone a causa di fame, malattie e combattimenti.

L’accordo di giovedì scorso è stato firmato nella capitale Kinshasa dal ministro della Difesa congolese, Crispin Atama Tabe, e dal vice capo della Monusco David Gressly. Lo stesso Gressly ha riportato alla Reuters che l’assistenza all’esercito potrebbe variare, a seconda della situazione, da un semplice supporto logistico all’intervento armato di truppe della Monusco. Egli ha inoltre sottolineato che le due parti si sono accordate per mette in piedi un meccanismo formale volto a monitorare e sanzionare eventuali nuove violazioni dei diritti umani da parte dei comandanti militari. (Reuters)

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