Rd Congo / La crisi

Almeno 31 persone sono morte lo scorso fine settimana nella Repubblica democratica del Congo, in scontri tra una milizia tribale e le forze di sicurezza nella città di Tshikapa, nella provincia centrale di Kasai. Secondo quanto riferito dal vice-governatore, Hubert Mbingho N’Vula, le violenze sarebbero scoppiate per un disaccordo tra zio e nipote su chi dovesse essere il capo tradizionale. Le forze di sicurezza sarebbero intervenute per ristabilire l’ordine ma lo zio avrebbe chiamato le milizie etniche. Lo scontro si è concluso con la morte di 13 agenti di sicurezza e di 18 miliziani.
Ad oltre dieci anni dalla guerra (1996-2003) che ha ucciso milioni di persone, il paese, ricco di minerali, rimane una polveriera di gruppi armati e milizie etniche. Ma ad infiammare ulteriormente il clima è anche il posticipo dell’elezione presidenziale che avrebbe dovuto tenersi questo mese. E ieri il Belgio ha emanato un’allerta, raccomandando di “rimandare tutti i viaggi non essenziali nel paese, viste le tensioni politiche e i rischi di nuove manifestazioni da oggi alla fine dell’anno”, quando scadrà il secondo mandato del presidente Joseph Kabila (il 20 dicembre). (Bbc / Afrique Presse)

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