Rd Congo / Nord Kivu

Ntabo Ntaberi Sheka, uno dei più ricercati signori della guerra della Repubblica democratica del Congo, accusato dalla Corte penale intenazionale di crimini contro l’umanità, si è arreso, consegnandosi ai soldati della Monusco, la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite nel paese. Dopo essere stato ricercato dal governo congolese per sei anni, Sheka si è presentato davanti ai caschi blu della città di Mutongo, nel territorio di Walikale, ed è stato trasferito a Goma, capoluogo della regione del Nord Kivu.

La milizia Mai-Mai che porta il suo nome (Mai-Mai Sheka), attiva nel settore orientale del paese, è regolarmente accusata dall’Onu e dalle organizzazioni per la tutela dei diritti umani di uso dello stupro come arma di guerra.
Secondo le Nazioni Unite, le forze di Sheka – assieme ad altri due gruppi armati – hanno violentato almeno 387 civili tra il 30 luglio e il 2 agosto 2010, per punirli per la presunta collaborazione con le forze governative congolesi.

“Migliaia di civili nella regione orientale della Repubblica democratica del Congo sono stati vittime di crimini commessi dalle milizie al comando di Sheka” ha dichiarato il direttore di Human Rights Watch per l’Africa centrale, Ida Sawyer.

La stessa organizzazione nel 2015 aveva calcolato che i suoi Mai-Mai avessero ucciso almeno 70 civili dopo l’emissione del mandato d’arresto nei suoi confronti, nel gennaio 2011, molti dei quali uccisi a colpi di machete, tagliati a pezzi e fatti sfilare in città accompagnati da canti diffamatori contro gruppi etnici rivali. (Reuters)