Rd Congo / Elezioni 2018

A tre mesi dalle elezioni del 23 dicembre, ieri la Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) della Repubblica democratica del Congo ha annunciato l’elenco definitivo dei candidati alla presidenza.

Per la corsa alla poltrona occupata finora da Joseph Kabila, non ci sono grandi sorprese. Dall’elenco spiccano le già annunciate assenze dei “pesi massimi” della politica congolese: Jean-Pierre Bemba e Adolphe Muzito, esclusi da una sentenza della Corte costituzionale, e Moïse Katumbi, colpito da un mandato d’arresto internazionale.

A sfidarsi saranno 21 candidati, inclusi gli oppositori Felix Tshisekedi, Vital Kamerhe, Martin Fayulu e Freddy Matungulu. Con quattro esponenti dell’opposizione in gara, resta ancora irrisolta la questione di un’eventuale candidatura unica.

Per quanto riguarda invece le legislative, a seguito delle sentenze della Corte costituzionale, la CENI dovrà accettare i fascicoli di 107 altri candidati, dopo le petizioni presentate in contestazione degli elenchi provvisori. Ma non si sa se questi siano candidati della maggioranza o dell’opposizione. La Commissione dovrebbe rendere pubblica la loro identità oggi. In totale sono state convalidate 15.355 domande per l’elezione a deputato nazionale e 19.640 per quella a provinciale.

Con la pubblicazione degli elenchi finali, la CENI ritiene che non ci sia più alcun ostacolo allo svolgimento delle elezioni.  Il presidente Corneille Nangaa, ha invitato le parti interessate ad aderire al processo elettorale, ignorando ancora una volta le preoccupazioni circa l’uso del macchinario per il voto elettronico e il fatto che il registro elettorale abbia ancora oltre sei milioni di elettori le senza impronte digitali registrate. Gli oppositori chiedono che il 16,6% degli elettori senza impronte digitali sia rimosso dalle liste elettorali.

A luglio, inoltre, anche la missione Onu nel paese aveva evidenziato che mancano le garanzie di sicurezza in vaste zone, ancora in preda a conflitti, e che il rispetto dei diritti umani e civili non è garantito.

Preoccupazione su questi temi è stata espressa nei giorni scorsi anche dalla Conferenza episcopale congolese. (Radio France Internationale)