DITTATORI, UN FUMETTO VI SEPPELLIRA' – DOSSIER NOVEMBRE 2018

Il ritratto e la carriera dell’artista quarantenne che critica apertamente la dittatura e che chiama i suoi concittadini a sollevare la testa.

Di Ramón Esono Ebalé, alias “Jamon y Queso” (Prosciutto e Formaggio), ci siamo già occupati un anno fa quando è stato incarcerato nella prigione di Black Beach, in Guinea Equatoriale. Nel settembre 2017, viene arrestato senza capi d’accusa oggettivi e ufficiali, con pretesti che le associazioni per la difesa dei diritti umani hanno definito «inventati e oltraggiosi». Nel marzo di quest’anno, le autorità giudiziarie della Guinea Equatoriale sono state costrette a rilasciarlo, non potendo più sostenere tali accuse.

Il vero motivo della detenzione arbitraria fu subito chiaro a tutti: il graffiante e crudo realismo con cui i suoi lavori tratteggiavano l’identikit dell’oligarchia al potere: Teodoro Obiang Nguema, dittatore ininterrottamente dal 1979, e la sua famiglia di cleptocrati istituzionalizzati.

Classe 1977, Ramón Esono è fumettista da sempre. Non ricorda in quale momento fece il suo primo disegno, né a quale età; ma doveva essere certamente un bambino, dato che il padre, vedendo la passione del figlio per il disegno e la pittura, lo iscrisse ai corsi organizzati dall’allora Centro cultural hispano guineano. Da quel momento non ha più abbandonato il pennarello, il miglior compagno di lavoro e di espressione.

Nonostante abbia frequentato numerosi altri corsi in centri formazione di Francia, Spagna e Madagascar, Ramón continua a definirsi autodidatta, per la mancanza di formazione universitaria: quel che sa l’ha imparato da sé, ma mantiene la speranza di poter frequentare presto un corso all’Accademia di Belle Arti e ottenere i titoli ufficiali che sente necessari per completare la sua “cassetta dei colori”.

Visionario

Comincia le prime incursioni pubbliche nel mondo del fumetto nel 2001, pubblicando alcune tavole per bambini in riviste edite da centri culturali francesi e spagnoli, e dando vita fumettistica a personaggi ancora oggi rimasti nell’immaginario ludico equatoguineano. Nel 2005 crea la prima rivista di fumetto online in Africa, che dà modo a un mondo sotterraneo di artisti grafici di potersi esprimere.

Il 2005 è stato l’anno della svolta professionale di Esono Ebalé, quando il suo mentore e padre artistico, Pascal Lefrancois, era direttore dell’Instituto cultural de expresión francesa (Icef) e lo ha aiutato a varcare i confini della sua terra, sempre amatissima, per confrontarsi con il professionismo del racconto a fumenti (graphic novel) internazionale e partecipando a festival e concorsi, dove ha sempre ottenuto buoni riconoscimenti.

Fra il 2005 e il 2006 vince il primo premio al Festival internazionale di Angoulême (Francia) con il fumetto Plan B, mentre con Votez encore et… encore si posiziona al primo posto nel concorso Africa comix 2005-2006, indetto dalla rivista italiana Africa e Mediterraneo. Seguono riconoscimenti negli anni successivi in Costa d’Avorio ed Etiopia; nel frattempo i suoi lavori raggiungono le sale di diverse esposizioni virtuali in Europa e Stati Uniti.

Nel 2008 il racconto a fumetti Los asesinos de mi inteligencia (Gli assassini della mia intelligenza) inaugura la sua prima grande esposizione e il catalogo, frutto della collaborazione con il Centro culturale spagnolo di Malabo, capitale della Guinea Equatoriale. Esono esprime una forte consapevolezza sociale unita a una crescente maturità espressiva.

In un’intervista afferma «gli assassini della propria intelligenza siamo in primo luogo noi stessi». Los asesinos de mi inteligencia è l’opera tra le più emblematiche dell’autore, che comincia a disegnare seguendo una rapsodia istintiva, dove le vignette si susseguono una chiamata dall’altra senza predisegno strategico o razionale. Qui Ramón libera completamente la propria visione estetica e cinematografica del fumetto, alternando primi piani a tratteggi, colori caldi a sprazzi di colore intensi, che richiamano sempre la sua Malabo.

Gloria Nista, curatrice del catalogo dell’esposizione, scrive che i temi delle storie narrate sono duri, crudi, insultanti. Ramón non fa concessioni all’edulcorazione della realtà, ne disegna il graffio nel modo esatto in cui la vede.

Mostre e convegni

Negli anni seguenti il disegnatore continua a esporre i suoi lavori e ad allestire mostre in diverse parti del mondo, ed è relatore in conferenze dove il disegnatore fa il paio con il cittadino che denuncia gli abusi del potere. Intanto sperimenta sempre nuove techiche grafiche e affina i tratti dei suoi lavori fino a mostrare, nelle tavole di Un mes sin Elo, la dolcezza del suo rapporto con l’allegria e la bellezza del continente africano.

Nel racconto a fumetti Dictadores, esposta al Festival internacional de comic di Algeri del 2009, la critica ha commentato l’evidenza di uno dei migliori momenti nella vita professionale dell’artista, che non tralascia mai di reinventare il proprio lavoro per non scadere nel già detto. Ma altrettanto evidente è l’emersione di un Ramón artista critico, con una chiara posizione antiregime, che denuncia la realtà statica di ingiustizie perpetrate da decenni, la quotidiana violenza dei quartieri periferici di Malabo, gli abusi sessuali sui minori, la “democrazia”, parola abusata essa stessa per zittire le coscienze.

Forse è proprio in quel messaggio «gli assassini della propria intelligenza siamo in primo luogo noi stessi» che il potere clanico degli Obiang ha ravvisato il potenziale sovversivo e ha tentato di soffocarlo.

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Nella foto: Kasereka e Rapé, due colleghi di Ramón Esono Ebalé, hanno chiesto così la sua liberazione quando era in carcere a Malabo.