Rifugiati / Cooperazione
Da sabato scorso i rifugiati che si trovano nei campi profughi in Kenya riceveranno razioni alimentari ridotte che non basteranno di certo al loro fabbisogno. L'annuncio è del World Food Programme. Mancano i 10 milioni di dollari mensili necessari a coprire le spese per una razione completa.

Dal 15 novembre (sabato scorso) in poi il mezzo milione di rifugiati che si trovano nei campi profughi del Kenya, in maggioranza somali e sud sudanesi, riceveranno una razione alimentare al di sotto delle 1000 calorie giornaliere, la metà di quella necessaria a mantenerli in buona salute, secondo gli standard fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il World Food Programme (Wfp), ha dichiarato che l’organizzazione non ha i 10 milioni di dollari mensili necessari a coprire le spese per una razione completa. La decisione potrebbe prestissimo rendersi necessaria anche per i 600.000 rifugiati che si trovano in Etiopia.

I bisogni umanitari sono infatti enormi e sono aumentati in modo straordinario nel corso del 2014. In agosto è stato lanciato un appello globale per 17,3 miliardi di dollari per soccorrere 102 milioni di persone; nel 2013 i rifugiati erano 81 milioni e l’appello fu di 12,9 miliardi di dollari. L’entità del bisogno mette a dura prova le capacità dei donari di farvi fronte.

Il Wfp, da solo, ha richiesto 8,4 miliardi di dollari, una cifra mai raggiunta nel passato, metà dei quali sono necessari per sfamare i profughi in Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Iraq, Siria e i paesi dell’Africa occidentale colpiti dall’epidemia di ebola; tutte emergenze eccezionali in termini di gravità, ampiezza, popolazione coinvolta e complessità.

Nei campi profughi del Kenya questo provvedimento aggraverà una situazione già difficile. Nei giorni scorsi l’Unhcr ha reso pubblico un rapporto in cui si dice che il 26% dei bambini in arrivo dal Sud Sudan è malnutrito, una percentuale davvero drammatica e preoccupante. Il rapporto ha indagato la situazione dei 284 bambini al di sotto dei cinque anni arrivati fra il 28 ottobre e il 5 novembre al campo di Kakuma, uno storico campo che ha dato rifugio ai sud sudanesi anche durante la guerra civile con il Nord: 74 erano seriamente malnutriti, di questi 41 in forma grave. L’Unhcr ha anche dichiarato che è in aumento l’arrivo di minori non accompagnati. Dalla fine dello scorso dicembre nel campo di Kakuma sono stati ufficialmente registrati 44.131 nuovi profughi dal Sud Sudan. Di questi, il 15% sono minori arrivati al campo da soli.

Nella foto in alto alcuni bambini nel campo di Kakuma in Kenya (Fonte: kanere.org)