I contorni del fenomeno in Italia
319 casi documentati in poco più di 27 mesi. Una media di quasi 12 violenze al mese. Il razzismo ha mille facce: dai piccoli gesti di intolleranza alle parole usate dai giornalisti per descrivere uno straniero, dalle discriminazioni istituzionali alle aggressioni fisiche. Un universo alla deriva, la cui evoluzione è stata fotografata, documentata e analizzata di un Libro Bianco sul razzismo in Italia, realizzato dall’associazione Lunaria.

“Il razzismo in Italia non è ormai più un”emergenza’, nel senso che è quotidiano e diffuso ormai da tempo in tutte le aree del paese”. A documentarlo è il Libro Bianco sul razzismo in Italia, realizzato dall’associazione di promozione sociale Lunaria che immortala, passo dopo passo, in 169 pagine, l’evoluzione del fenomeno nel nostro paese dal gennaio 2007 allo scorso 15 aprile, partendo da fatti oggettivi – 319 casi di cronaca – e da come la stampa ne ha parlato.
I suoi tanti volti vanno dall’intolleranza alla violenza verbale, fino a vere e proprie aggressioni, a volte anche fatali. “Le violenze fisiche in particolare – racconta Grazia Naletto, vice presidente di Lunaria e curatrice del Libro Bianco – sono aumentate in modo considerevole dagli ultimi mesi del 2008. E desta particolare preoccupazione la diffusione di diverse forme di intolleranza in tutti gli ambiti della vita pubblica: nella scuola, nelle discoteche, nei negozi e negli spazi comuni, e ci sono forme di violenza in alcuni casi anche molto gravi, perpetrate da attori pubblici”.

Gli italiani, insomma, si stanno “trasformando”. Il pensiero esclusivo sta lentamente prendendo posto nel nostro modo di percepire l’altro e la responsabilità è soprattutto di una terribile interazione fra tre elementi: le nuove discipline normative nei confronti degli stranieri, quello che accade quotidianamente a livello sociale e il modo che hanno i media di trattare le notizie. Spesso, infatti, le parole, i termini per descrivere una persona o per raccontare un fatto, nascondono in modo più o meno consapevole, una discriminazione nei confronti dello straniero che ne è protagonista. Ed è questa, evidenzia ancora Grazia Naletto, la novità più rilevante rispetto al passato. E aggiunge che “nei fatti, è in atto un processo di legittimazione culturale, sociale e anche, purtroppo, istituzionale del razzismo”.

(L’intervista, realizzata da Michela Trevisan, è tratta dal programma radiofonico Focus)