Rd Congo: condannato a morte l’ex presidente Kabila - Nigrizia
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Per il tribunale militare di Kinshasa avrebbe sostenuto la coalizione politico-militare antigovernativa Alleanza Fiume Congo e la milizia filo rwandese M23, nell’est del paese
Rd Congo: condannato a morte l’ex presidente Kabila
01 Ottobre 2025
Articolo di Redazione
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Pena di morte. È la condanna pronunciata ieri dal tribunale militare di Kinshasa nei confronti dell’ex presidente della Repubblica democratica del Congo Joseph Kabila, riconosciuto colpevole di insurrezione, tradimento, crimini di guerra e contro l’umanità, tra cui omicidio, violenza sessuale e tortura.

Kabila, giudicato in contumacia e senza la presenza di un difensore, è stato inoltre condannato a pagare circa 50 miliardi di dollari di danni allo stato e alle vittime.

L’influente politico è accusato d’aver sostenuto l’avanzata dell’M23 nelle regioni orientali del Nord e Sud Kivu che ha permesso alla milizia foraggiata dal Rwanda la conquista dei due capoluoghi regionali, Goma e Bukavu, e il controllo di importanti siti di estrazione mineraria.

Lo si accusa inoltre di voler rovesciare il governo del presidente Felix Tshisekedi con il sostegno politico-militare dell’Alleanza Fiume Congo (AFC), una coalizione di gruppi armati legata all’M23, capeggiata dall’ex capo della Commissione elettorale congolese, oggi oppositore in esilio, Corneille Nangaa, anche lui condannato in contumacia alla pena capitale.  

L’ex capo di stato, al potere dal 2001 al 2019, ha in diverse occasioni dichiarato la sua innocenza e fatto sapere di ritenere il processo nei suoi confronti strumentalizzato politicamente.

Il 53enne figlio del presidente Laurent-Désiré Kabila, cui è succeduto dopo il suo assassinio nel 2001, è rientrato nella Rd Congo lo scorso aprile, dopo sei anni trascorsi in Sudafrica e in altri paesi dell’Africa australe, rifugiandosi a Goma e dichiarandosi pronto a tornare nell’arena politica contro il malgoverno di Tshisekedi.

Subito dopo Kinshasa ha adottato misure per sospendere e sciogliere il suo partito, il Partito popolare per la ricostruzione e la democrazia (PPRD), e per sequestrare i suoi beni.

In maggio il Senato gli aveva tolto l’immunità di cui godeva in quanto ex presidente, permettendo così l’avvio del procedimento giudiziario nei suoi confronti.

La condanna a morte di Kabila pare destinata ad agitare ulteriormente le già turbolente acque della politica congolese, con possibili ripercussioni anche sul fragilissimo accordo per un cessate il fuoco firmato a Doha lo scorso luglio dal governo e dall’M23.   

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