R.D.Congo / OMS / Ebola

Le violenze nell’est della Repubblica democratica del Congo stanno ostacolando gli sforzi per contenere l’epidemia di ebola che ha già ucciso 155 persone e che si sta diffondendo più rapidamente nelle ultime settimane. Il nuovo allarme è stato lanciato ieri dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

«La situazione è molto seria», ha detto il portavoce dell’OMS Tarik Jasarevic. «E’ una cosa che temevamo sin dall’inizio». L’epidemia nella provincia del Kivu settentrionale è in una zona di conflitto in cui operano decine di gruppi armati. Le agenzie sanitarie internazionali sono state costrette a sospendere o rallentare il lavoro in diverse occasioni da quando l’epidemia è iniziata a fine luglio.

È successo di nuovo lo scorso fine settimana, quando due operatori sono stati uccisi durante l’attacco di una milizia -presumibilmente i jihadisti ugandesi Forze Democratiche Alleate (ADF), particolarmente attivi in quella zona – a postazioni dell’esercito e a diversi quartieri della città di Beni, uccidendo almeno 11 civili, tra cui due medici, e sequestrando una dozzina di bambini. Il giorno successivo, i residenti hanno lanciato pietre contro i veicoli delle organizzazioni sanitarie, accusate di attirare l’attenzione delle milizie.

Secondo il rapporto dell’OMS pubblicato martedì, sono stati segnalati in totale 238 casi confermati e probabili di ebola nelle province del Kivu e dell’Ituri, mentre il numero dei morti è salito a 155.

L’agenzia sanitaria ha avvertito che il virus potrebbe diffondersi nei paesi vicini, come Uganda, Rwanda e Burundi, invitando i governi di queste nazioni a mantenersi pronti. (Voice of America)

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