RDC / Salute

Tre nuovi casi confermati di Ebola sono stati segnalati lo scorso 5 novembre nella città di Beni, nella provincia nord-orientale del Nord Kivu, secondo quanto riferito da Radio Okapi, l’emittente delle Nazioni Unite nella Repubblica democratica del Congo. La notizia preoccupa per il rischio che il virus possa diffondersi nel vasto centro abitato. Un rischio particolarmente alto vista la diffidenza della popolazione nei confronti dei sanitari.

Dall’agosto 2018, l’epidemia di Ebola ha causato 2.185 morti su 3.274 casi confermati, secondo gli ultimi dati ufficiali, ma nella regione a preoccupare è anche la costante attività di milizie che controllano parte del territorio, ricco di minerali preziosi.

Solo martedì, 10 civili sono stati uccisi in un attacco attribuito alla milizia di origine ugandese Alleanza delle Forze Democratiche (ADF-Nalu) nella città di Kokola, sessanta chilometri a nord di Beni. L’ADF di recente ha assunto i caratteri di un’organizzazione jihadistarivendicando i suoi attacchi mediante il sito web ufficiale dello Stato Islamico.

La scorsa settimana l’esercito congolese ha avviato un’offensiva “su larga scala” nella regione di Beni, teatro da almeno cinque anni, di massacri di civili, nonostante la presenza di una base della Missione delle Nazioni Unite (Monusco). All’offensiva prendono parte altri quattro paesi della regione dei Grandi Laghi: Burundi, Rwanda, Tanzania e Uganda. (Anadolu / The Defend Post)