Funzionari dell’Onu hanno reso noto che i gruppi ribelli presenti in Repubblica Centrafricana hanno incrementato le proprie scorte militari dopo la consegna, avvenuta quest’anno, di armi da parte della Russia all’esercito centrafricano.

Nel dicembre 2017, Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, infatti, ha concesso alla Russia una deroga all’embargo sulle armi della Repubblica Centrafricana, consentendo la fornitura di armi leggere alle forze governative e l’invio di istruttori militari e civili. Proprio questa recente acquisizione di armamenti, secondo il report delle Nazioni Unite, ha rappresentato «un incentivo per il riarmo delle fazioni ex-Seleka».

Secondo il documento, infatti, i ribelli hanno ritenuto di doversi preparare al conflitto «dal momento che il governo ha optato per l’opzione militare (addestramento, riarmo e attacco) invece di seguire un processo politico di pace». Nel report si sostiene che i nuovi stock di armi d’assalto ad alta potenza, illegalmente importati, provengano per lo più dal vicino Sudan.

La Repubblica Centrafricana è attraversata da violenze dal 2013, quando i ribelli Seleka, principalmente musulmani, hanno cacciato il presidente Francois Bozize, provocando rappresaglie da parte di milizie per lo più cristiane. (Reuters)