Repubblica Centrafricana: "La pace non è solo assenza di guerra", l'appello della Chiesa al governo
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Dopo la conferma di Touadéra per un terzo mandato, i vescovi richiamano l'attenzione sulla necessità di lavorare su diritti e coesione sociale
Repubblica Centrafricana: “La pace non è solo assenza di guerra”, l’appello della Chiesa al governo
15 Gennaio 2026
Articolo di Redazione
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L'arcivescovo di Bangui, cardinale Dieudonné Nzapalainga, in preghiera con i fratelli musulmani (Credit: comboni.org)

Nel delicato periodo post-elettorale in Repubblica Centrafricana, la Conferenza episcopale cattolica, nel messaggio pubblicato dopo la conclusione della recente assemblea generale a inizio settimana, ha esortato i centrafricani a rispettare le scelte politiche di tutti.

Il messaggio ha fatto seguito alle elezioni del 28 dicembre scorso che hanno sancito la vittoria del presidente in carica, Faustin-Archange Touadéra, al potere ora per un terzo mandato consecutivo.

Il sessantottenne Touadéra aveva condotto la sua campagna insistendo sulla perdurante situazione di sicurezza in un paese ancora alle prese con l’instabilità causata dai conflitti locali tra gruppi armati e forze governative che, a partire dal 2013, avevano provocato una forte crisi umanitaria e spinto il presidente ad arruolare mercenari russi e soldati rwandesi in sua difesa.

Alla guida della Conferenza episcopale, il cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui e uno dei principali artefici della pace nel paese, aveva rilasciato dopo le elezioni un’intervista in cui dichiarava, oltre le controversie sui risultati, che “il vero vincitore è la popolazione”, e invitava la nuova leadership a sanare le divisioni, ponendo attenzione alle regioni più emarginate.

Il prelato ha esortato sia i compatrioti che la comunità internazionale ad andare oltre un’attenzione ristretta sulla sicurezza, sostenendo invece una “sinfonia comune” di sforzi miranti a integrare istruzione, giustizia e aiuti umanitari, così da forgiare un’eredità sostenibile di pace per le generazioni future.

«Sono felice – diceva l’arcivescovo – di vedere che, in generale, il paese è rimasto calmo e non si è assistito a violenze o aggressioni. Certamente si sono verificate qui e là irregolarità e problemi, che è compito dell’Autorità elettorale nazionale verificare».

Consapevole che molti centrafricani vivono tuttora in situazione di cronica insicurezza per il timore dei gruppi armati ancora operanti, il cardinale ha risposto: «Certo, ci sono ancora episodi di banditismo e anche operazioni di elementi estremisti. Tuttavia dal 2020 abbiamo assistito a una presenza effettiva delle forze di sicurezza interna, e possiamo dire che le varie milizie ribelli non controllano come in passato la gran parte del territorio».

«Oggi – ha concluso – le condizioni di sicurezza sono migliorate, ad esempio è possibile senza timore lasciare Bangui e raggiungere il confine con il Camerun».

Il capo della Chiesa cattolica centrafricana aveva poi aggiunto: «Abbiamo chiesto al governo di impegnarsi per riportare la pace e la tranquillità anche in regioni come Zémio, Obo, Dembia, Derbissaka e Bambouti, dove la gente desidera ritrovare la concordia e la pace. Cosicché possano rientrare gli abitanti di Zémio che sono rifugiati nella Repubblica democratica del Congo e quelli di Bambouti, profughi in Sudan. E voglio fare appello ai giovani che tuttora credono nelle armi per dire loro che non potremo mai costruire un Centrafrica in pace attraverso il conflitto e la violenza».

Mons. Nzapalainga nel messaggio finale dell’Assemblea episcopale si è unito a tutti i membri che nel messaggio al paese affermano che “la gloria di Dio è la pace e questa non può essere ridotta alla mera assenza di guerra e conflitto”.

E hanno voluto elogiare la maturità del popolo centrafricano, che ha partecipato pacificamente al voto e ha monitorato il processo elettorale, denunciando, laddove necessario, anche eventuali irregolarità in alcuni seggi elettorali.

Per approfondire le tematiche chiave legate alla Repubblica Centrafricana leggi il nostro recente dossier.

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