Accordo per un governo di unità nazionale
Partiti di opposizione, società civile, gruppi ribelli e governo hanno raggiunto un accordo, oggi, in Gabon per formare un governo di unità nazionale

È stato raggiunto oggi a Libreville, in Gabon, un accordo per porre fine alla crisi scoppiata lo scorso dicembre nella Repubblica Centrafricana, che prevede un cessate-il-fuoco immediato, la conferma  in carica del presidente François Bozizé e la formazione di un governo di unità nazionale.

Secondo l’intesa dovranno tenersi nuove elezioni legislative, al termine di un periodo di transizione che durerà 12 mesi, durante il quale sarà nominato un primo ministro espressione dei partiti di opposizione. L’accordo prevede anche il ritiro di tutte le forze militari straniere presenti nel paese, ad eccezione delle forze africane di interposizione.

Bozizé, giunto al potere nel 2003, grazie ad un golpe sostenuto anche dall’esercito del vicino Ciad, rimarrà in carica fino alla scadenza naturale del suo mandato, nel 2016, ma non potrà revocare il primo ministro durante tutto il periodo di transizione.

Il premier e gli altri membri del governo di unità nazionale non potranno, inoltre, essere candidati alle prossime elezioni presidenziali. In cambio la coalizione ribelle Séléka, dopo aver ottenuto la liberazione delle persone arrestate durante il conflitto, si è impegnata a ritirare le proprie milizie dalle città occupate e abbandonare la lotta armata.

Nata lo scorso agosto dall’alleanza tra Convenzione dei patrioti per la giustizia e la pace (Cpjp) e la Convenzione dei patrioti della salvezza e del Kodro (Cpsk), Séléka ha raccolto anche l’adesione dell’Unione delle forze democratiche per il raggruppamento (Ufdr).

L’avanzata dei ribelli è iniziata il 10 dicembre scorso, dopo aver rimproverato al governo di Banguì il mancato rispetto degli accordi di pace siglati nel 2007, che prevedevano un programma di smobilitazione, disarmo e reinserimento degli ex ribelli del nord. In pochi giorni Séléka ha occupato la città mineraria di Bria e le città di Batangafo, Kabo, Ippy, Kaga Bandoro, Bambari e Sibut, fino ad arrivare a circa 100 km dalla capitale, Banguì. (iaf)