Disarmo

Una coalizione internazionale di organizzazioni non governative ha sporto denuncia penale, martedì scorso, contro RWM Italia S.p.A, filiale italiana del produttore di armamenti tedesco Rheinmetall AG, e contro l’Autorità italiana che autorizza le esportazioni di armamenti (Unità per le Autorizzazioni dei Materiali d’Armamento – UAMA).

L’European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR), insieme alla Rete Italiana per il Disarmo e all’organizzazione yemenita Mwatana Organization for Human Rights, chiedono alla Procura della Repubblica di Roma che venga avviata un’indagine per accertare la responsabilità penale dell’UAMA e degli amministratori della RWM Italia, che produce armi destinate ai membri della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita, coinvolti nel conflitto in Yemen.

In particolare le ong chiedono di “far luce sul contributo fornito da soggetti italiani nel raid aereo condotto – verosimilmente dalla coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita – alle 3:00 dell’8 ottobre 2016 contro il villaggio di Deir Al-Hajari, situato nello Yemen nord-occidentale. L’attacco aereo ha ucciso una famiglia di sei persone, tra cui una madre incinta e quattro bambini. Sul luogo dell’attacco sono stati rinvenuti resti di bombe e un anello di sospensione prodotti da RWM Italia”.

“Mentre società come la tedesca Rheinmetall AG e la sua filiale italiana RWM Italia traggono vantaggio da questo business, i paesi esportatori forniscono aiuti umanitari alla medesima popolazione colpita da queste armi” afferma Miriam Saage-Maaß, vice direttore legale di ECCHR. “L’ipocrisia – prosegue – è sconcertante e si protrae a causa della mancata attuazione del regime normativo europeo sul controllo delle esportazioni di armi in relazione ai diritti umani”. (Rete Italiana per il Disarmo)