INCONTRI E VOLTI – DICEMBRE 2017
Alex Zanotelli

Ho incontrato Mimmo Lucano, sindaco di Riace (Reggio Calabria). Al Maschio Angioino l’ho abbracciato e gli ho portato la mia convinta solidarietà. Lucano, invitato a Napoli dal Festival del cinema dei diritti umani (6-11 novembre), è indagato dalla procura di Locri per concussione e truffa: l’ipotesi è che abbia utilizzato in maniera impropria i fondi pubblici destinati all’accoglienza dei richiedenti asilo. Lui afferma di non aver nulla da nascondere, ha fiducia nella magistratura e ritiene che in realtà sia sotto attacco il suo modello di accoglienza.

Ho conosciuto Mimmo Lucano una quindicina di anni fa, appena rientrato da Korogocho, ho ben presente il suo ottimo lavoro per i migranti e per Riace, e non ho dubbi sulla sua rettitudine. Il fatto è che in questo momento, in Italia, sono nel mirino tutti coloro che operano per e con i migranti.

Nel rispondere alla solidarietà che tanti gli hanno significato a Napoli, il sindaco di Riace, emozionato e a tratti in lacrime, ha difeso la correttezza del suo agire. Ha raccontato anche che il suo avvocato difensore, prima di decidere di assisterlo, ha chiesto di poter visionare conti correnti e stato patrimoniale. Il che è avvenuto. Ha visto che il sindaco possiede solo la casa lasciatagli dalla madre e 500 euro sul conto corrente. E l’avvocato ha deciso di difenderlo gratuitamente.

Uomo di forte idealità, Mimmo Lucano ha iniziato il suo impegno nel luglio 1998, quando sono sbarcati a Riace 150 richiedenti asilo – uomini donne e bambini curdi, provenienti dall’Iraq e bisognosi di ospitalità. Sono accolti e da lì comincia tutto. Riace Borgo era all’epoca un paese di emigrazione e con molte case abbandonate. Perché non ripopolare il borgo con i nuovi arrivati? Così è stato fatto e il paese ha cominciato a rinascere. Quindi, fin dall’inizio, l’idea di fondo non è stata quella di attuare un’accoglienza di emergenza, ma di inserire i migranti nel tessuto sociale ed economico.

Poi a Mimmo è stato chiesto di fare il sindaco e quello in corso è il terzo mandato da primo cittadino. Il modello-Riace, all’insegna come afferma il sindaco del “nulla si spreca e mai si specula”, funziona così. Ai migranti sono date in comodato d’uso gratuito le case disabitate; le risorse che sono stanziate per l’accoglienza (i famosi 35 euro al giorno per migrante) sono gestite da cooperative che, attraverso delle “borse lavoro”, danno modo ai migranti di imparare un mestiere e di ottenere un piccolo stipendio; per consentire ai migranti di fare acquisti e di gestire la quotidianità è stata istituita una sorta di moneta locale, dei buoni accettati dagli esercizi commerciali convenzionati.

Questa faccenda della moneta locale ha sollevato sospetti, mentre è molto semplice. Spesso i fondi sono erogati alle amministrazioni con molto ritardo e quindi è necessario fare dei prestiti con le banche per poter svolgere l’attività di accoglienza. Con i buoni, si evita di sovvenzionare le banche, si agevolano le attività economiche locali e quando arrivano i fondi si ripianano i debiti.

Si tratta di una modalità di accoglienza esemplare perché considera i migranti dei cittadini. Tanto che, come comboniani, dal 2 al 9 agosto 2018 faremo un campo di lavoro con i giovani proprio a Riace.

Mimmo Lucano
59 anni, ex insegnante, nel 2016 è stato l’unico italiano nella classifica di Fortune dei 50 uomini più influenti al mondo: il suo impegno sul tema dell’immigrazione gli è valso il 40esimo posto. Ha fondato l’associazione Città Futura, dedicata a don Giuseppe Puglisi (1937-1993), il prete siciliano ucciso dalla mafia.

Riace
È conosciuta in tutto il mondo per i bronzi rinvenuti a Riace Marina nel 1972. Dopo il restauro, questi capolavori dell’arte greca del V secolo a.C. sono conservati al Museo nazionale della Magna Grecia (Reggio Calabria).