Allarme dell'Ocha
L’ufficio per gli affari umanitari dell’Onu attribuisce al ritiro della forza militare dispiegata per dare la caccia all’ormai fantomatico Joseph Kony e ai suoi miliziani del Lra, il “grave deterioramento” della situazione sul confine tra Rd Congo e Sud Sudan.

«L’Esercito di resistenza del signore (Lra) ha intensificato gli attacchi nella Repubblica democratica del Congo, vicino al confine con il Sud Sudan, dopo il ritiro della task force regionale sostenuta dall’Uganda e dall’Africom, istituita per porre fine alle atrocità dei ribelli ugandesi e stabilizzare le aree liberate dal loro controllo».

La nota che indica il reiterarsi della minaccia del gruppo, guidato dal fanatico fondamentalista cristiano Joseph Kony è stata diffusa il 17 giugno scorso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha).

Il rapporto sottolinea anche come la sicurezza nell’area si sia «gravemente deteriorata» dallo scorso marzo, quando è terminato l’impegno militare statunitense per eliminare il gruppo ribelle e catturare il suo leader Joseph Kony, ricercato per crimini di guerra e crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale.

La relazione dell’Agenzia umanitaria di Ginevra rileva che, lo scorso 7 giugno, un gruppo di quaranta miliziani dell’Lra ha rapito 61 civili nella zona delle miniere all’interno del Parco Nazionale di Garamba, nella provincia di Haut-Uele, nel Congo settentrionale.

I civili sono stati rilasciati dopo essere stati costretti a trasportare le merci e le derrate alimentari saccheggiate dall’Lra mentre, dopo il loro sequestro, un numero imprecisato di persone sono fuggite nella vicina città di Gangala Nabodio.

Una lunga assenza

Da cinque anni, nella provincia non si era più registrato nessun movimento degli uomini di Kony. Adesso, però, gli operatori umanitari sono preoccupati per l’incolumità delle persone nella vasta area, tanto che la scorsa settimana due ong hanno annullato le loro missioni a causa dell’insicurezza nella zona.

Dall’inizio del 2017, l’Ocha ha registrato un forte aumento dei rapimenti di ragazze e ragazzi tra i 12 e i 13 anni da parte dell’Lra, così come l’intensificarsi della caccia di frodo degli elefanti nel parco di Garamba. Nel mese di marzo, un ufficiale dell’esercito congolese e tre uomini del gruppo di Kony sono stati uccisi nel corso di combattimenti.

Una recente relazionedel Consiglio di pace e sicurezza dell’Unione africana rileva che l’Lra ha mantenuto una presenza attiva nella Repubblica centrafricana, Repubblica democratica del Congo e in varie parti del Sud Sudan, dove continua a compiere raid, imboscate, razzie, sequestrare e detenere i civili.

Minaccia “insignificante”

Nel marzo scorso l’Africom, al momento del ritiro delle forze speciali impegnate nella lotta all’Lra, aveva invece dichiarato che sebbene Kony non fosse stato catturato, l’offensiva militare aveva ridimensionato l’Lra a meno di cento membri attivi, riducendolo a un gruppo ribelle insignificante.

Di certo, nel corso del tempo la forza dell’esercito di Kony è costantemente diminuita e ormai il criminale di guerra, indebolito, accerchiato e malato di ulcera peptica, sembra aver messo in secondo piano la lotta armata.

Non va però dimenticato che in dodici anni di operazioni, i consiglieri militari statunitensi e delle forze speciali dell’Unione africana per eliminare definitivamente dalla scena l’Lra sono stati ostacolati dalle tattiche di guerriglia adottate dal gruppo. Oltre che dalla sua propensione a ritirarsi in aree instabili prive di controllo, come l’enclave di Kafia Kingi, situata in territorio sud-sudanese.

Per di più, Jennifer Cooke, direttrice dell’Africa program presso il Centro per gli studi strategici e internazionali con sede a Washington, dopo la decisione del Pentagono di porre fine alla caccia al criminale di guerra, aveva avvertito che l’Lra avrebbe potuto ricostituire le sue forze sparse e tornare alle attività illecite più redditizie come il traffico di fauna selvatica, bracconaggio, rapimenti e saccheggi.

E questo nuovo aumento delle attività criminali del gruppo potrebbe essere anche correlato al fatto che i ribelli dell’Lra, mossi dagli enormi interessi che esistono da sempre nell’area mineraria del Parco di Garamba, siano ora in grado di operare indipendentemente da Joseph Kony.