Mandela / Chi si gioca il marchio?

Un valore capace di aggiungere valore al Sudafrica di oggi. Ne danno conto libri, film, siti internet, opere d’arte. Con la supervisione della Fondazione Nelson Mandela. E l’attenzione, molto interessata, dei vertici dell’Anc.

Nelson Mandela – l’uomo, l’icona, il principale eroe della lotta di liberazione, il peana al Sudafrica e alla democrazia planetaria – è il più lucrativo prodotto d’esportazione del Sudafrica. La sua immagine e la sua voce sono il marchio della trasformazione politica del Sudafrica. Il consolidamento della democrazia costituzionale e la costruzione di una cultura nazionale di integrazione e dei diritti umani sono profondamente incarnati nel mito di Madiba, così a lungo associato con la lotta per la giustizia e la democrazia.

 

Dal giorno della sua scarcerazione (febbraio 1990) – dopo 27 anni di prigione, un tempo in cui acquisì lo status di eroe che pagava con il carcere a vita la lotta per i valori e i principi in cui credeva – sono innumerevoli coloro che hanno desiderato impossessarsi di un pezzo della leggenda. Ormai anziano, e non più la “Primula nera” del mito popolare (allusione alla sua attività clandestina rivoluzionaria nel pieno della sua energia giovanile, quando era in fuga dalla polizia dell’apartheid nei primi anni ’60), Mandela acconsentì di stare al gioco fino a che le vacillanti energie poterono consentirlo.

 

Gli ideologi della trasformazione facenti capo all’Anc, rendendosi conto di avere tra le mani un tesoro nazionale – meglio internazionale – astutamente compresero che la legittimità goduta dal nuovo ordine stabilito era in gran parte dovuta al “fattore Mandela”. Questo segnò l’inizio della “Mandela Spa”, dei custodi dell’aura di mistero di Mandela che fecero in modo di gestire e controllare la sua notorietà per vendere con successo l’immagine di Mandela, personificazione di un Sudafrica libero e democratico. Questo ha dato origine a una quantità di iniziative volte a conservare la memoria dell’eroe internazionale e degli eventi più rilevanti del suo percorso politico. Nel concreto: libri, film, documentari, musei, opere d’arte, siti internet.

 

Ora, sotto l’occhio attento della Fondazione Nelson Mandela (http://www.nelsonmandela.org/, fondata nel 1999 è definita «la principale istituzione che ha prodotto, conservato e fatto uso della biografia politica di Mandela a servizio della costruzione della nazione»), è difficile che una monografia, immagine o dato esistente non siano contabilizzati in base alle modalità d’uso.

 

Riguardo ai cambiamenti di significato prodotti dalla trasformazione della realtà, tutti noi che siamo cresciuti in tempo di apartheid siamo rimasti colpiti da come, dalla sera alla mattina, radicali cambiamenti politici hanno trasformato il significato di “resistenza”, come pure i simboli e le immagini a essa associati. E in questo contesto deve essere interpretata, oggi, la popolarità delle immagini di Mandela e di altri eroi della lotta di liberazione. Continua sul numero speciale di Nigrizia – dicembre 2012.

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