Flussi finanziari 2009
Nel 2009 i migranti africani hanno inviato ai loro paesi d’origine, dall’Italia, 836milioni 280 mila euro, quasi il 10% in meno rispetto al 2008. Cresce, invece, del 5,8% l’ammontare complessivo delle rimesse, pari a 6 miliardi 752 milioni.

Le rimesse, in termini assoluti, che partono dall’Italia sono cresciute nel 2009 del 5,8% rispetto all’anno precedente, toccando quota 6 miliardi 752 milioni (lo 0,44% del prodotto interno lordo nazionale). Ma è calato di quasi il 10% (9,8% per la precisione) il flusso finanziario verso l’Africa, abbassatosi a 836 milioni 280 mila euro, contro i 927 milioni 39mila euro del 2008.

Questi i principali dati che emergono da una ricerca della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato consistenza, natura e destinazione finale delle rimesse degli immigrati in Italia transitati attraverso i canali formali di intermediazione. Dati che fanno riferimento alla statistica ufficiale della Banca d’Italia, la quale monitora i trasferimenti transitati per i canali di intermediazione regolare (banche poste, agenzie…). Trascurando, quindi, i canali informali. E non siamo di fronte a flussi finanziari irrilevanti. Le più attendibili delle ricerche attestano, infatti, che ben il 25% dei migranti userebbe canali informali per inviare denaro a casa.

Interessante vedere che quasi la metà delle rimesse (il 49,5%) che escono dal territorio nazionale vengono dirottate in Asia, con più di 3,3 miliardi di euro, mentre un quarto sono destinate ai paesi europei (1,7 miliardi di euro).

Ogni immigrato ha inviato verso il proprio paese 1.735 euro: il 6,7% in meno rispetto al 2008. e le performance peggiori sono proprio degli africani visto che le rimesse pro capite per l’Africa sono passate dai 1.162 euro del 2008 ai 960 del 2009.

Tra i primi dieci paesi di destinazione dei flussi finanziari che partono dall’Italia compaiono ancora due paesi africani, il Marocco e il Senegal. Gli immigrati marocchini hanno inviato a casa 279 milioni e qualche spicciolo (il 16,2% in meno rispetto al 2008, e il 4,1% del totale 2009); i migranti senegalesi, 235 milioni 174 mila euro (il 10,5% in meno del 2008, e il 3,5% del totale 2009).

 

Questo calo delle rimesse è dovuto, secondo agli esperti, non solo alla crisi economica che sta mettendo a dura prova i bilanci dei migranti, ma anche al fatto che per molti stranieri (pure africani) quella di vivere in Italia potrebbe rappresentare una scelta di lunga durata. E non c’è dunque la frenesia di mandare a casa una fetta cospicua del proprio reddito in vista di un ritorno affrettato al paese d’origine.

 

Nel mondo, gli oltre 30 milioni di migranti africani contribuiscono ogni anno alle economie dei loro paesi con circa 40 miliardi di dollari. Questo flusso di rimesse finanziarie valgono, all’incirca, il 3% del Pil del continente. Non si tratta di un flusso distribuito in tutta l’Africa: circa la metà delle rimesse dei migranti arrivano, infatti, in Nigeria (10 miliardi) e in Egitto (8 miliardi e mezzo).

 

Secondo l’Ifad, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo delle Nazioni Unite, un terzo delle rimesse in Africa giunge in zone rurali e depresse.