Estate con la musica africana
La cantante maliana, ospite del festival “I suoni delle Dolomiti”, ha conquistato gli oltre 3mila spettatori a Forte Dosso delle Somme (Folgaria).

Tra gli appuntamenti estivi in Italia con la musica africana, quello con Rokia Traoré era uno dei più attesi. Dopo essere stata ospite del “Time in jazz” di Paolo Fresu a Berchidda (Sardegna), la cantante maliana si è trasferita nel contesto, per certi versi unico, de “I suoni delle Dolomiti”. Un festival dove gli spettatori, e a volte gli stessi artisti, raggiungono il luogo del concerto dopo lunghe camminate lungo i sentieri, e dove il palco, senza quinte, è un “ring” creato da un semplice cordone che racchiude i musicisti e i generatori per l’elettricità necessaria all’amplificazione.

Negli ultimi anni la vocazione world del festival si è accentuata grazie alla sezione “Dolomiti di pace”, che porta sui luoghi della Grande guerra musicisti che si sono distinti nella lotta per i diritti umani e il dialogo tra le culture, dall’Orchestra di piazza Vittorio a Simphiwe Dana e, nel 2010, Angélique Kidjo.

Già ospite nel 2004, Rokia Traoré è tornata al festival con il suo nuovo spettacolo Roots, atteso in Francia in autunno e ieri alla sua seconda rappresentazione assoluta. Si tratta delle musiche (ancora non pubblicate su disco) che il regista Peter Sellars le ha chiesto di comporre per lo spettacolo Desdemona, al quale la cantante ha partecipato anche come interprete. Accanto a lei, sul palco come al concerto in trentino, tre musicisti armati di kora, n’goni e bolon e alcune coriste della sua Fondation Passerelle, creata due anni fa a Bamako per sostenere giovani promesse della musica.

Il contesto particolare di un concerto sulle Dolomiti, che spesso porta i musicisti a stravolgere le proprie canzoni, si è rivelato perfetto per l’intimità del canto della Traoré, capace di comunicare con gli oltre tremila spettatori presenti grazie a un semplice sguardo o gesto delle mani, dando a tratti l’illusione di poter comprendere la lingua bambara. Complici gli inevitabili svantaggi dell’esposizione al vento e al sole degli strumenti tradizionali, si è concessa una chiacchierata con il pubblico, manifestando il suo desiderio di vedere presto unito il continente africano, «un continente immenso e magnifico, che soffre da secoli e deve unirsi economicamente e geopoliticamente». Come non sono mancati omaggi, accolti con calore dagli spettatori, a colleghe come Oumou Sangaré e Miriam Makeba.

Angélique Kidjo nel 2010 aveva concluso il suo concerto con un caotico e colorato ballo di gruppo, trascinando nel “ring” gli spettatori (con finale di cure mediche per una leggera escoriazione); Rokia Traoré non è stata da meno, lanciandosi in un breve ballo solista e ridendo di cuore nel vedere le sue giovani coriste fare lo stesso. Numerosi bis richiesti a gran voce dal pubblico ormai alzato e tanti autografi e foto con i fan (italiani e africani) presenti.