Chiesa e famiglia “nucleare”

Matrimonio e cura dei figli sono preda, anche in Africa, di una cultura individualista e materialista. La famiglia africana cristiana va messa nelle condizioni di riappropriarsi delle proprie radici culturali, ricche di risorse comunitarie.

L’Instrumentum laboris del Sinodo sulla famiglia si propone tre compiti strettamente connessi: ascolto delle sfide sulla famiglia (in continuazione con il primo momento sinodale dell’ottobre 2014); discernimento della vocazione familiare; missione della famiglia. Si tratta di un incontro di vescovi importante. Ma è mia convinzione personale che è la famiglia stessa la tribuna più adatta per diagnosticare le sfide che si trova davanti e per decidere il modo più adeguato di affrontarle.

Come altrove, anche in Africa le famiglie sono oggi investite da minacce provenienti dalla globalizzazione: una pioggia di informazioni (quasi mai accompagnate da adeguati strumenti di discernimento) e di contro-valori che altre aree del mondo, assai più “muscolose” a livello economico, scagliano sull’Africa. Il che determina innanzitutto la perdita del legame con le radici culturali in base alle quali ogni popolo articola i propri “significati”. Gli effetti sono disastrosi.

Come identificare queste sfide? Cos’è chiamata a fare la famiglia africana in questo contesto? Come può identificare il bene che sta perdendo (o forse ha già perso del tutto) e recuperarlo, per farne una risorsa in grado di contribuire alla costruzione di una civiltà di pace?

Ieri. Il contesto rurale
Nel contesto rurale africano tradizionale, un nucleo familiare era inserito in una unità più ampia, la famiglia allargata. Marito, moglie (o mogli) e figli vivevano circondati dal clan e dalla parentela. Essere sposo o sposa, padre o madre, figlio o figlia, era un’esperienza vissuta in un vasto circolo di compagni e coetanei che, mentre creava degli obblighi, formava anche un sistema di supporto che aiutava ad assumere il proprio ruolo. Il matrimonio di una coppia era sostenuto dall’intera famiglia, sia in occasione delle nozze, sia nella vita successiva. Il successo della vita di coppia – pur essendo responsabilità primaria, ma non esclusiva, della coppia stessa – era garantito da questa struttura di supporto e di appartenenza. In un simile contesto, era raro il fallimento di un matrimonio.

Il legame matrimoniale non vincolava soltanto lo sposo e la sposa, ma anche le rispettive famiglie. L’impegno di queste nel mantenere saldo il legame, come segno della propria integrità, offriva alla coppia non solo il necessario supporto, ma anche un forte senso di appartenenza a un gruppo pronto a riconoscere ai due un ruolo importante nella costruzione della comunità. E tutti ne traevano beneficio.

Tra i tradizionali elementi costitutivi di un matrimonio, sempre pregni di significati simbolici, figuravano il “prezzo della sposa” o dote (versato dallo sposo o dal suo gruppo familiare alla famiglia di lei) e altri cospicui doni che i due clan si scambiavano. Le risorse per questi elaborati scambi erano procurate non solo dalle due famiglie interessate, ma anche da altri membri dei due clan, che avrebbero poi avuto tutto l’interesse a far sì che la nuova unione prosperi.

Cura ed educazione dei figli erano compiti assunti dall’intera comunità, attraverso un complesso sistema di classi di età che garantiva all’individuo di crescere e maturare in compagnia di coetanei. Nella prima infanzia il bimbo era, sì, accudito principalmente dalla madre, ma il suo sviluppo era monitorato e sostenuto dalle nonne e altri parenti: sie, zii, nonne, nonni e altri parenti stretti, tutti svolgevano ruoli chiave nello sviluppo dei giovani membri della famiglia estesa, diventando importanti e punti di riferimento e modelli con cui potersi identificare. Insomma, uno diventava adulto circondato dal calore familiare.

Oggi. Sradicamento
Oggi il matrimonio e l’educazione degli figli non godono più del supporto comunitario di un tempo. Plasmati da sistemi educativi importati di sana pianta dall’Occidente, i giovani che si preparano al matrimonio hanno già cominciato a seguire percorsi diversi da quelli tradizionali, sia nello scegliersi il partner, sia nel pianificare una vita a due. Il coinvolgimento della famiglia è ormai ridotto al minimo. (…)

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