Sulla scia della Cina
Il Cremlino ha annunciato l'appuntamento per il 2019. Ciò dimostra l'interesse russo nello stringere rapporti più stretti con i paesi africani. Attualmente Mosca è il secondo esportatore di armi nel continente.

Il governo di Mosca ha annunciato che l’anno prossimo ospiterà il primo forum ad alto livello Russia-Unione africana, sulla stessa impronta del Forum per la cooperazione Cina-Africa (FOCAC) o del vertice Unione africana-Unione europea.

 

La decisione costituisce l’ennesima riprova della volontà del Cremlino di tornare a imporre la sua influenza nel continente africano. Una volontà che già era emersa con i due viaggi che hanno portato il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov a visitare 5 paesi africani nel marzo scorso e un mese fa il Rwanda, dove si è recato per celebrare i 55 anni di relazioni tra i due paesi.

Nel corso di quest’ultima visita ufficiale, Lavrov aveva discusso della possibilità di tenere un forum Russia-Unione africana, forte del fatto che quest’anno il presidente rwandese Paul Kagame è stato eletto a presiedere l’organismo di Addis Abeba.

Più cooperazione economica

Durante i colloqui con Kagame e il ministro degli esteri rwandese Louise Mushikiwabo, Lavrov ha presentato il forum come un’iniziativa preziosa per promuovere una maggiore cooperazione economica e incentivare le possibilità di investimento tra i due blocchi, oltre a creare una piattaforma per affrontare le questioni di sicurezza regionale e migliorare la governance in Africa.

Lavrov e Mushikiwabo hanno concordato di preparare un protocollo d’intesa per stabilire nuovi accordi di cooperazione per i prossimi anni e sviluppare anche progetti allo sviluppo da attuare nel prossimo futuro. Nei prossimi mesi è inoltre previsto un incontro di preparazione al forum tra esperti russi e dell’Ua.

Va anche ricordato, che poco prima del suo tour africano d’inizio marzo, Lavrov in un’intervista alla rivista Hommes d’Afrique, aveva spiegato che il suo dicastero stava attentamente studiando il dossier dei summit tra i paesi africani e i loro principali partner esteri. Ribadendo che al momento, le relazioni della Russia con i paesi africani stanno progredendo sia su base bilaterale che attraverso le organizzazioni regionali africane, in particolare l’Unione africana e la Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (SADC).

Mosca intende anche instaurare un nuovo paradigma di collaborazione con l’Ua, attraverso il quale mira a migliorare i rapporti esistenti, rafforzare i legami diplomatici e aumentare la sua presenza economica nel continente, per avvicinarsi agli elevati livelli di scambi commerciali che già caratterizzano Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Turchia, Stati Uniti ed Europa.

La scelta di ospitare un Forum di cooperazione Russia-Africa conferma, dunque, l’obiettivo di lungo termine della politica estera di Mosca di sviluppare un sistema multipolare per contrastare l’egemonia delle altre potenze in Africa.

 

Esportatore di armi

Senza dimenticare, che già da tempo la Russia sta opzionando il grosso del mercato africano della difesa. Come dimostrano i 21 miliardi di armi russe vendute fra il 2007 e il 2017 in 15 nazioni africane, che fanno di Mosca il secondo più grande esportatore di armi in Africa, dopo gli Stati Uniti.

Un business sempre più fiorente, favorito dal potere di veto russo in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che le ha consentito di astenersi a suo piacimento contro l’imposizione di sanzioni e di embargo sull’esportazione delle armi in alcuni stati africani, vedi Centrafrica o Sudan.

Tuttavia, la presenza russa nei mercati africani continua a essere marginale e il Cremlino è assolutamente consapevole di non poter competere con l’espansionismo cinese nel continente africano.

Inoltre, mentre il forum Russia-Africa è ancora in fase di pianificazione, l’India e la Cina si stanno già preparando ai vertici del prossimo anno con l’Africa. E in tutti i precedenti summit tenuti da vari paesi stranieri, c’erano sostanziosi pacchetti finanziari destinati allo sviluppo delle infrastrutture nel continente.

Al contrario, l’attivismo della Russia nella regione finora è stati limitato e il governo di Mosca è molto cauto nel prendere impegni finanziari in Africa.

In vista del Forum, alcuni osservatori hanno proposto la creazione di un fondo di sviluppo russo per l’Africa (RDfA), un’iniziativa che certamente potrebbe riscuotere i favori dei leader africani, mentre il Consiglio per gli affari internazionali della Russia (RIAC) potrebbe diventare l’organizzatore principale e il coordinatore dei futuri vertici Russia-Africa.

Ad ogni modo, il Cremlino ha riacceso il suo interesse nel continente africano ed è realistico aspettarsi che il riavvicinamento verso il continente produca presto risultati tangibili.

Il presidente Putin con il suo omologo guineano Alpha Condé.