Rwanda

L’oppositrice rwandese Diane Shima Rwigara è stata accusata formalmente lunedì di “incitamento all’insurrezione” contro lo Stato dalla procura di Kigali. Assieme a lei, restano in carcere anche la madre e la sorella. “L’accusa ha deciso di mantenere in custodia cautelare giudiziaria Adeline Rwigara (madre) e Anne Rwigara (sorella)”, ha detto ieri Faustin Nkusi, portavoce dell’ufficio del procuratore.

Le tre donne sono state arrestate il 29 agosto, quando la polizia avevano condotto delle perquisizioni nella casa in cui vivevano, sulla base di due separate procedure. La prima diretta esclusivamente a Diane Rwigara, accusata di frode nella raccolta delle firme necessarie a presentare la propria candidatura alle elezioni presidenziali dello scorso 4 agosto. Secondo le autorità rwandesi, l’oppositrice avrebbe “presentato firme di persone assenti dal paese o decedute”. Il secondo procedimento risale al 2012, e riguarda l’impresa familiare – che opera nel settore immobiliare e nel commercio di sigarette – gestita da sua sorella Anne, sospettata di evasione fiscale.

Con la nuova accusa di incitamento all’insurrezione, Diane Rwigara rischia ora una condanna fino a 15 anni di carcere.

L’oppositrice – che alla guida del People salvation movement (P.S.M – Itabaza) aveva cercato di correre contro il presidente Paul Kagame, al potere dal 1994 – ha denunciato che le accuse contro di lei sono politicamente motivate dopo le sue dichiarazioni critiche contro il regime, accusato di violazioni ripetute dei diritti umani. E proprio una delle organizzazioni internazionali che di questo si occupano, Human Rights Watch, ha detto la scorsa settimana che le autorità del Rwanda hanno eseguito arresti, minaccie e sparizioni forzate di oppositori politici, fin dalla vigilia delle elezioni. (News 24 / Jeuneafrique)

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