Rwanda / Libia

E’ arrivato ieri sera all’aeroporto internazionale di Kigali il primo gruppo di 66 rifugiati e richiedenti asilo provenienti dalla Libia, nell’ambito di un recente accordo firmato tra il paese nordafricano, l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e l’Unione africana per salvare i migranti detenuti in condizioni disumane.

A bordo dell’aereo, 59 uomini e 7 donne, per lo più eritrei, ma anche somali e sudanesi. Il più giovane è un bambino di solo 2 mesi e il più vecchio un uomo di 39 anni.

Il gruppo è stato accolto con discrezione, con i giornalisti tenuti all’esterno dell’aeroporto. «Queste non sono persone che tornano da una competizione calcistica. No, queste sono persone traumatizzate e hanno bisogno di dignità e rispetto», ha spiegato Olivier Kayumba, segretario permanente del ministero incaricato della gestione delle emergenze.

Gli autobus li hanno poi portati al sito di transito di Gashora, circa 60 km a sud-est di Kigali, una struttura che può ospitare un migliaio di persone, ma la cui capacità può essere aumentata rapidamente a 8mila, secondo il funzionario rwandese.

L’accordo prevede che 500 migranti bloccati nei campi in Libia siano temporaneamente ospitati in Rwanda, prima di trovare altri paesi ospitanti. Circa 4.700 persone rimangono in condizioni spaventose all’interno dei centri di detenzione libici e l’Unhcr ha più volte sottolineando l’urgente necessità di trasferirle in luoghi sicuri. (Radio France International)