Che fa la comunità internazionale?
Lo denuncia la Lega dei diritti umani nella regione dei Grandi Laghi. Che scandisce: mancano pluralismo e libertà di stampa, mentre giustizia e società civile non sono indipendenti.

In Rwanda non c’è pluralismo politico e la situazione dei diritti umani è preoccupante. Questa volta a dirlo non è Victoire Ingabire, esponente di primo piano al regime Paul Kagame (nella foto), che per questo è in carcere da oltre un mese con l’accusa di fomentare il terrorismo. La denuncia arriva da un’organizzazione non governativa (ong), la Lega dei diritti umani nella regione dei Grandi Laghi (Ldgl) che ha sede a Kigali, capitale del Rwanda, e che raggruppa una ventina di associazioni attive, oltre che in Rwanda anche in Burundi e nella Repubblica democratica del Congo.

In un comunicato pubblicato sul suo sito Internet, la Ldgl sottolinea quattro aspetti principali. Innanzitutto che il multipartitismo è solo di facciata. È previsto dalla costituzione del 2003 e tuttavia il partito al potere – il Fronte patriottico rwandese – domina la scena politica, gestisce a suo piacimento il “forum dei partiti” dove si dovrebbero dibattere i problemi e relega gli altri partiti nel ruolo di figuranti.

Secondo aspetto: «La legge sulla stampa non fornisce garanzie affinché possa emergere una stampa libera e indipendente». E la situazione è peggiorata dal 2008 quando una legge consente ai servizi di sicurezza di intercettare le telefonate dei cittadini: ciò intacca ulteriormente il libero esercizio delle libertà di opinione e di informazione. E ancora: «La giustizia è al servizio dell’esecutivo per reprimere le voci discordanti e anche quelle dei difensori dei diritti umani». Infine sul mondo delle ong. In Rwanda sono ben accette solo quelle filogovernative che fanno capo alla “piattaforma della società civile”, le altre sono assimilate ai partiti d’opposizione.

Ldgl conclude ricordando che sono stati arrestati oppositori politici e giornalisti; e che anche i militanti dei diritti umani hanno subito minacce d’arresto.