Rwanda / Vaticano

Papa Francesco ha chiesto perdono ieri per i “peccati e le mancanze della Chiesa e dei suoi membri” durante il genocidio del 1994 in Rwanda, dicendo che quella violenza ha “sfigurato il volto” della Chiesa cattolica romana. L’occasione è stato l’incontro in Vaticano con il presidente rwandese Paul Kagame, che andò al potere in seguito al genocidio e che al potere potrebbe restare fino al 2034. Dal 6 aprile a metà luglio 1994 furono massacrate circa 800.000 persone, in gran parte tutsi, per mano degli estremisti hutu. Kagame, un tutsi, intervenne alla guida delle milizie ribelli per fermare per fermare le uccisioni.

Con un comunicato il Vaticano ha fatto sapere che il papa ha “implorato nuovamente il perdono di Dio per i peccati e le mancanze della Chiesa e dei suoi membri, fra i quali sacerdoti, e uomini e donne che hanno ceduto all’odio e alla violenza, tradendo la propria missione evangelica”.

Lo scorso novembre la chiesa cattolica rwandese ha cercato pubblicamente il perdono per il ruolo svolto da decine di sacerdoti che si resero complici degli omicidi. Alcuni massacri, infatti, avvennero all’interno delle chiese, dove le persone che avevano cercato rifugio. Francesco ha detto di sperare che le sue scuse aiutino a promuovere la pace nel paese e contribuiscano ad una “purificazione della memoria”.

Prima dell’incontro, lunedì, il governo rwandese aveva fatto sapere che “Oggi, la negazione e la banalizzazione del genocidio continuano a prosperare in certi gruppi all’interno della chiesa, e sospetti genocidari sono stati al riparo dalla giustizia, all’interno delle istituzioni cattoliche”. In seguito, Kagame ha descritto l’incontro con il Santo Padre come un grande momento e un nuovo capitolo nelle relazioni tra il suo paese e il Vaticano. (Bbc / Reuters)

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