Rwanda / Media

Giovedì scorso in Rwanda è entrata in vigore una nuova legge che vieta fumetti e vignette satiriche, indirizzate a “umiliare” i funzionari pubblici, compresi i membri del governo e gli agenti di sicurezza.

La pena prevista per coloro che infrangono la legge è di due anni di carcere, con una multa fino a 1.145 dollari. Inoltre se la vignetta “umilia” un membro del parlamento o un funzionario di alto livello, la sanzione è destinata a raddoppiare.

Non è tuttavia ancora chiaro se la pena interesserà anche coloro che pubblicheranno i loro disegni e scritti sui social media.

In molti vedono con preoccupazione e con sospetto la nuova legge: uno dei funzionari del ministero della Giustizia si chiede chi determinerà se qualcuno è stato umiliato, mentre il segretario esecutivo dell’Associazione dei giornalisti, Gonza Muganwa, ha dichiarato che presenterà ricorso contro la misura e che il mondo del giornalismo e dei mass media è fatto inevitabilmente anche di vignette di natura umoristica, e c’è spesso la percezione da parte dei politici di essere umiliati e giudicati negativamente anche quando non lo sono.

Il Rwanda si batte ormai da tempo contro le condanne ai media e alla loro libertà di espressione e l’ultima legge approvata non è altro che il perfezionamento di una legge già esistente che prevede sette anni di prigione e una multa di 8.140 dollari per coloro che diffamano il presidente. (News 24/ U.S. News & World Report)