Rwanda

La Rwanda media commission è minacciata dal governo ruandese. L’appena nato corpo di auto-regolamentazione dei media, la cui creazione è stata difficilmente conquistata dai giornalisti ruandesi ed è percepito come uno dei pochi progressi nella libertà di stampa, rischia di perdere una delle sue funzioni principali.

La preoccupazione viene da un paragrafo di un progetto di decreto del Presidente del Consiglio, Anastase Murekezi, sulle funzioni dell’organo di stato per la regolamentazione dei media (Rura). Secondo l’Rmc, il progetto aprirebbe la strada a una nuova forma di controllo del governo sulla stampa.

La bozza di decreto prevede che la Rura, agenzia tecnica tradizionalmente responsabile per l’assegnazione delle frequenze, debba «proteggere gli interessi di tutti i consumatori contro le trasmissioni con contenuti pornografici, di pedofilia, di violenza, di discriminazione, che trasmettano messaggi di divisionismo o che minino l’integrità nazionale».

Si tratta di un passo indietro secondo il presidente del Rmc, Fred Muvunyi, il quale ritiene che la regolamentazione dei contenuti giornalistici sia competenza del corpo indipendente. L’Rmc ha chiesto pertanto il ritiro di questo punto dal progetto.

Da parte sua, Gonzaga Muganwa, segretario dell’Associazione ruandese dei giornalisti, è preoccupato per l’uso delle parole nel decreto che definisce vaghe. «Per esempio, il documento esamina i programmi che interessano l'”integrità nazionale”. Quà si pone il problema, perché chi è che definisce la nozione di “integrità nazionale”?».

Egli ritiene inoltre che il paragrafo del testo sia  la conseguenza del conflitto tra Rura e Rmc intorno alla sospensione dell’emittente inglese Bbc, le cui attività sono state interrotte nel paese per un documentario considerato dal governo negazionista del genocidio del 1994, e la Rmc si è sempre detta contraria a tale decisione. (Rfi.fr)

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