Marocco / Fronte Polisario

Martedì 13 settembre, l’avvocato generale della Corte europea di Giustizia, Melchior Wathelet, ha espresso un parere in cui afferma che «Il Sahara occidentale non fa parte del territorio del Marocco e che pertanto, contrariamente a quanto stabilito da questo tribunale, né l’accordo d’associazione tra Ue e Marocco né l’accordo di liberalizzazione, sono ad esso applicabili». Questi accordi economici, riguardanti i rapporti tra Ue e Marocco negli ambiti dell’agricoltura e della pesca, erano stati annullati il 10 dicembre scorso, in seguito al ricorso del Fronte Polisario: i giudici europei avevano considerato illegale l’applicazione degli accordi sul territorio del Sahara occidentale e, così facendo, avevano riconosciuto il Fronte come un valido interlocutore legale. Il Marocco aveva reagito duramente, minacciando di interrompere i rapporti diplomatici con l’Unione europea.

Nel suo parere, l’avocato Wathelet sottolinea però che il Fronte Polisario non è riconosciuto come Stato da alcun organo dell’Ue, e che pertanto il suo ricorso non è da considerarsi valido; propone quindi alla Corte, il ripristino degli accordi annullati il 10 dicembre 2015. La raccomandazione dell’avvocato, pertanto, segna una vittoria per la monarchia marocchina.

L’avviso dell’avvocato generale non è vincolante, ma viene generalmente tenuto in considerazione dai magistrati della Corte di Giustizia, chiamati ad esprimersi entro due mesi. Il Consiglio dell’Unione europea ha inoltre previsto un appello in febbraio, appoggiato da cinque stati europei (Francia, Spagna – ex potenza coloniale nella zona, Italia, Belgio e Germania). (Jeune Afrique)

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