Sahel / Cambiamenti climatici

I capi di Stato e di governo dei paesi del Sahel riuniti nella capitale nigerina Niamey, hanno adottato ieri un piano di investimenti per contrastare i devastanti effetti del cambiamento climatico nella vasta regione semi-desertica che attraversa l’Africa da est a ovest.

A darne notizia è un comunicato diffuso a termine del vertice che parla della piena adozione di un “Piano d’investimenti climatici per la regione del Sahel (Plan d’investissements climat pour la région du Sahel – PIC-RS) per il periodo 2019-2030 e di un Programma di priorità regionale (Programme régional prioritaire – PRP)”.

Nel testo si evidenzia il carattere ambizioso del piano, che ha un costo complessivo stimato di 392.709 miliardi di dollari, ma anche la determinazione dei paesi coinvolti a lavorare insieme per la sua attuazione. I partecipanti hanno incaricato i rispettivi ministri dell’Ambiente e degli Esteri, tra gli altri, di sostenere una mobilitazione continua di risorse per il finanziamento e di condurre uno studio per la creazione di un Fondo climatico per la regione del Sahel.
Il vertice ha anche deciso di sottoporre il piano climatico adottato ieri, a una tavola rotonda dei donatori che si svolge oggi a Niamey.

Al vertice, guidato dal presidente nigerino Issoufou Mahamadou, hanno preso parte quattro capi di stato: Marc Christian Kaboré del Burkina Faso, Alpha Condé della Guinea, Denis Sassou Nguesso del Congo e Idriss Deby del Ciad. Il Sudan era rappresentato dal vicepresidente Bakri Hassan e il Mali dal primo ministro Soumeylou Boubèye Maïga.
Gli altri paesi del Sahel sono stati rappresentati da delegazioni ministeriali, così come la Francia, che ha inviato il suo ministro della Transizione ecologica e della solidarietà, François de Rugy.

Con una superficie di 10 milioni di chilometri quadrati e una popolazione di 500 milioni di abitanti, la regione del Sahel attraversa dieci paesi: Mauritania, Burkina Faso, Mali, Niger, Senegal, Algeria, Nigeria, Ciad, Sudan ed Eritrea. (Anadolu)