Otto paesi dell’Africa occidentale hanno chiesto aiuti di emergenza per quattro nazioni del Sahel colpite dalla scarsità di cibo provocata dalla carenza di piogge. Una situazione aggravata dall’insicurezza causata dalla presenza di gruppi terroristi.

In una riunione svolta lunedì nella capitale nigerina Niamey, i ministri dell’agricoltura dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (UEMOA) hanno dichiarato che circa 3,5 milioni di persone in Burkina Faso, Mali, Niger e Senegal soffrono di “insicurezza alimentare”. I ministri di Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal e Togo hanno quindi chiesto “assistenza alimentare immediata e incondizionata” per il periodo che va da giugno ad agosto, il periodo che precede la raccolta, quando i depositi di grano sono al loro livello più basso.

La fascia semi-desertica del Sahel, una delle regioni più povere e fragili del mondo, è da qualche anno al centro di un conflitto tra diversi movimenti jihadisti e le forze armate congiunte di cinque paesi (G5 Sahel), sostenute da Francia e Stati Uniti. A questo si sono sovrapposti di recente scontri interetnici provocati per lo più proprio dalla scarsità di cibo e di pascoli per il bestiame.

Recentemente diverse organizzazioni umanitarie e le Nazioni Unite hanno parlato di circa 6 milioni di persone senza cibo quotidiano e di più di 1 milione di bambini affetti da malnutrizione.  (Voice of America / North Africa Post)