L'AFRICA DIETRO LE SBARRE – DOSSIER GIUGNO 2017

L’esperienza di un ex detenuto che si ritrova con altri nel carcere Dozza di Bologna a scrivere la Costituzione, perché il carcere ti ha restituito i diritti. Il successo della rieducazione.

«Uscito dal carcere avrei potuto organizzare qualche viaggio, in poco tempo mi sarei potuto sistemare e tornare in Marocco. Chi me lo fa fare a lavorare per 800 euro al mese, svegliandomi la mattina alle 6 per rientrare a casa alle 7 di sera? Ma il periodo trascorso in carcere, la rieducazione, la possibilità di diplomarmi e studiare mi hanno cambiato. Vivo in una casa grande quanto una cella. Ma ho il privilegio di avere le chiavi, di poter entrare e uscire quando voglio. Lavorare e studiare. Questa è la mia libertà».

Samad è uno dei protagonisti del documentario di Marco Santarelli, Dustur (Costituzione in lingua araba), girato all’interno della Casa circondariale Dozza di Bologna. Oggi ha 28 anni, lavora e studia giurisprudenza, mentre quando è stato girato il film di anni ne aveva 26 e, nonostante fosse uscito dal carcere, ancora non si sentiva libero del tutto: dopo un anno e otto mesi stava ancora aspettando la data dell’udienza con cui gli avrebbero notificato la fine della pena.

In carcere c’è rientrato con il regista e con Ignazio De Francesco, monaco della Piccola Famiglia dell’Annunziata, conosciuto durante la sua detenzione. È tornato da persona libera alla Dozza, per prendere parte a un corso sulla Costituzione, pensato dal monaco per un gruppo di nordafricani musulmani. L’intento di Ignazio, e del mediatore culturale che lo accompagna, non è solo far conoscere la Carta Costituzionale, ma riscriverla con i detenuti, partendo da un confronto tra la loro cultura e quella italiana.

Samad prende un permesso di lavoro per esserci e far parte di questa «Corte Costituente che scrive una nuova Costituzione, che forse nessuno leggerà mai, ma che comunque non è una perdita di tempo, perché per noi ha un valore». Anche questa decisione di essere presente all’ultimo dei ventiquattro incontri di questo percorso è frutto del cammino rieducativo cui ha preso parte dal 2010, anno in cui è stato arrestato, al 2013, quando è uscito dal carcere. «Per questo ho voluto esserci, perché …

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