Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ad altre 14 aziende legate all’imprenditore israeliano Dan Gertler, accusato di aver guadagnato «saccheggiando le risorse naturali» africane.

Washington ha precisato che le aziende oggetto del provvedimento, hanno permesso a Gertler di continuare a fare affari, nonostante le sanzioni imposte nei suoi confronti lo scorso dicembre.

«Stiamo usando i nostri strumenti per cambiare il comportamento di quanti sono impegnati a saccheggiare le risorse naturali con le conseguenze umanitarie che ne derivano», ha detto Sigal Mandelker, sottosegretario per il terrorismo e l’intelligence finanziaria del Tesoro Usa.

Gli attivisti di Transparency International da tempo accusano Dan Gertler di usare la propria amicizia con il presidente della Repubblica democratica del Congo, Joseph Kabila, per ottenere diritti di sfruttamento a prezzi stracciati e dunque ingenti profitti. Secondo il Tesoro americano, solo tra il 2010 e il 2012 il paese africano, che solo recentemente ha approvato un nuovo codice minerario, avrebbe perso più di 1,36 miliardi di dollari di entrate da attività estrattive, i cui diritti sono stati venduti a prezzi irrisori ad aziende offshore legate a Gertler.

L’imprenditore israeliano, aveva anche avviato un’azione legale contro la multinazionale mineraria Glencore, della quale era socio nella Repubblica democratica del Congo, alla quale ha chiesto quasi 3 miliardi di dollari di risarcimento. (Aska news / Financial Times)