IO NON SONO RAZZISTA MA – SETTEMBRE 2018
Marco Aime

Contano i fatti, certo, ma anche le parole per descriverli. E le parole a volte diventano fatti perché, come diceva Nanni Moretti in un suo celebre film, Palombella Rossa, «chi parla male, pensa male». Ed è davvero un brutto pensiero quello che trasuda dalle parole del ministro dell’Interno, che riduce a battute, peraltro pessime, tragedie umane.

«La pacchia è finita». E quando sarebbe iniziata? Tra le terre aride del Sahel, dove le donne percorrono chilometri per procurarsi un secchio d’acqua? In Eritrea, dove il servizio militare obbligatorio, per maschi e femmine, dura dai 18 ai 40 anni? Sulle coste del Senegal, dove i pescatori tornano ogni sera con le barche più vuote, perché pescherecci europei, russi, cinesi fanno incetta di tutto il pesce al largo? O tra le dune del Sahara, senza acqua, alla mercé di trafficanti senza scrupoli? Trasportati su camion scassati, insieme alla cocaina, che tanto piace a noi europei, a noi italiani. La droga viaggia sugli stessi mezzi, segue le stesse rotte, ma quella non la fermiamo.

O forse era nelle galere libiche la pacchia? Essere picchiati, violentati, sfruttati, derubati. O ancora su un barcone sovraccarico tra le onde del Mediterraneo. Si può essere crudeli, anche politicamente, ma avere comunque il senso della tragedia e delle proprie azioni. Non è un’attenuante, ma rivela almeno una coscienza, quella di chi è consapevole che sta facendo del male.

«Le navi delle organizzazioni non governativa (ong) non vedranno l’Italia nemmeno in cartolina!», detto davanti a uno smartphone, con la faccia deformata dalla fotocamera, come un bullo adolescente che si fa il selfie mentre sullo sfondo picchiano un compagno.

Dignità, ecco ciò che ci vorrebbe. Allora si potrebbe anche discutere delle idee, in piena libertà, ma con dignità, nel rispetto di tutti. Così no. Perché se uno dice: «Missione Libia, si parte!», con il tono di un ragazzotto che va con gli amici al bar, mentre laggiù si imprigiona, si tortura, si uccide, non merita alcuna considerazione. Né la decenza e la dignità di una discussione. Non la merita lui e nemmeno quelli che gli stanno accanto, da alleati di governo, che magari non condividono del tutto ciò che dice, ma stanno zitti.

Cocaina
L’ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), nel suo rapporto 2018, rileva che la produzione mondiale annua di cocaina ha raggiunto le 1.410 tonnellate. La maggior parte proviene dalla Colombia. I traffici riguardano anche l’Africa occidentale, il Sahel e il Nordafrica.