Da diversi giorni i mass media del Kenya dedicano pagine di informazioni e commenti all’impresa di Sabastian Sawe, l’atleta che ha vinto la maratona di Londra il 26 aprile scorso con il tempo record di 1h59’30”.
È stato il primo uomo a correre i 42 chilometri di una gara ufficiale in meno di due ore. Entrerà nella storia dell’atletica leggera e dunque l’entusiasmo è più che giustificato.
Le celebrazioni del record di Sawe hanno raggiunto l’apice ieri, al rientro in patria dell’atleta. L’aereo di Kenya Airways che trasportava il maratoneta è stato accolto dal tradizionale saluto celebrativo che prevede il passaggio del velivolo sotto un arco di acqua sparata da cannoni.
Una folla festante ha poi salutato il campione kenyano all’aeroporto. C’erano anche i suoi genitori, giunti nella capitale dopo sei ore di auto.
Sawe ha poi incontrato il presidente William Ruto. Il capo dello stato ha anche consegnato all’atleta un premio in denaro da otto milioni di scellini (poco meno di 53 mila euro).
“Sebastian – ha affermato il presidente – non solo hai battuto un record, ma hai ampliato gli orizzonti del potenziale umano”.
Sport nazionale
Un’accoglienza simile assume ancora più significato se si considera che la corsa sulle medie e lunghe distanze è lo sport più popolare del Kenya. Diventare un campione è il sogno di molti adolescenti, ragazze e ragazzi, alla pari.
Molti sperano di ottenere una promozione sociale ed economica attraverso la corsa. Un po’ come i giovani pugili da noi, nei primi anni del secondo dopoguerra.
La passione dei kenyani per la corsa è indicata anche dal fatto che vi partecipano persone di tutte le estrazioni sociali e di quasi tutte le età. E l’attenzione dei media locali è pari a quella dei nostri per il calcio.
Sul Daily Nation del 26 aprile c’è una pagina dedicata per intero alla maratona.
Accanto all’articolo principale, in cui si parla ovviamente delle previsioni sulla performance di Sawe, se ne trova un altro riguardante la partecipazione dell’ambasciatore del Kenya nel Regno Unito, Maurice Makoloo, che è arrivato comodamente al traguardo.
Infine si può leggere la cronaca della competizione organizzata annualmente ad Eldored, importante città nella Rift Valley, cui hanno preso parte 500 atleti, la maggioranza locali.
Prima di Sabastian Sawe, solo un altro famoso maratoneta kenyano, Eliud Kipchoge, aveva tagliato il traguardo dei 42 chilometri in meno di due ore.
Fu nel 2019, a Vienna, on il tempo di 1:59.40. Si trattava però di una gara non ufficiale ma anzi di una iniziativa organizzata espressamente nel tentativo di abbattere il record delle due ore, e dunque il tempo fatto registrare dall’atleta kenyano non fu riconosciuto dalla Federazione mondiale di atletica.
Kipchoge disse appunto che voleva solo dimostrare che si poteva abbattere il limite delle due ore, ritenuto allora invalicabile da un essere umano.
Solo l’inizio
Ed è avvenuto, ma dopo quasi sette anni. L’allenatore di Sawe, l’italiano Claudio Berardelli, ha sottolineato che l’atleta è all’inizio della carriera come maratoneta e dunque i suoi tempi sono destinati a migliorare ancora.
Quella di domenica scorsa era la sua quarta maratona, ed è stata la sua quarta vittoria. Ha infatti tagliato il traguardo per primo anche in tutte le precedenti cui aveva partecipato: la maratona di Valencia nel 2024, con il tempo di 2h02’05”; quella di Berlino dell’anno scorso, con il tempo di 2h02’16”; e anche quella di Londra dell’anno scorso, con il tempo di 2h02’27”.
Il record precedente era di un altro atleta kenyano, Kelvin Kiptum: 2h00’35” alla maratona di Chicago, nel 2023.
Kiptum è morto in un incidente stradale l’11 febbraio 2024. Per il paese è stato un vero e proprio shock. Dell’incidente, di tutti i suoi risvolti, e di quelli della vita di Kiptum, sono stati pieni i mezzi di informazione locale per settimane.
Kenya dopo Kenya
I record mondiali nella maratona sono un affare kenyano, dice ancora il Daily Nation del 29 aprile. Nel 2003 Paul Tergat vinse a Berlino in 2h04’55”. Fu il primo uomo a scendere sotto le 2 ore e 5 minuti.
Dal 2011, quando Patrick Makau vinse a Berlino con il tempo di 2h03’38”, tutti i record sono stati appannaggio di maratoneti del Kenya.
Ancora a Berlino, nel 2013, fu la volta di Wilson Kipsang, con il tempo di 2h03’23”. Poi venne Dennis Kimetto, sempre a Berlino, con il tempo di 2h02’57”, il primo a scendere sotto le 2 ore e 3 minuti.
Berlino portò fortuna anche a Eliud Kipchoge. Nel 2018 vinse con il tempo di 2h01’39”, record migliorato nel 2022, quando tagliò il traguardo in 2h01’09”.
Sono famose anche le maratonete. Prima fra tutte Tegla Loroupe, prima donna africana a vincere la maratona di New York, e per ben due volte, nel 1994 e nel 1995.
Fu anche detentrice del record mondiale tra il 1998 e il 2001. Ora è impegnata nel sociale con la Tegla Loroupe Peace Foundation, attraverso la quale, dal 2016, ha facilitato la partecipazione alle olimpiadi di atleti rifugiati che non potevano correre sotto le bandiere del loro paese.
Ma ora altre notizie sul campione di oggi.
Una corsa cominciata nella Rift Valley
Sawe è nato il 16 marzo 1995, o 1996 secondo altre fonti, a Barsombe, un villaggio remoto di quella che era allora la provincia amministrativa della Rift Valley, nella contea di Uasin Ghisu. Il padre è un contadino, produttore soprattutto di mais, il cibo di base della popolazione del Kenya. I suoi primi anni sono trascorsi in una casa senza luce e acqua corrente, come gran parte dei keniani che vivevano trent’anni fa nelle zone rurali del paese.
La corsa era già un’eccellenza familiare. Lo zio, Abraham Chepkirwok, aveva detenuto il record nazionale ugandese negli 800 metri e aveva partecipato alle olimpiadi del 2008. Anche Sabastian comincerà a correre, e a vincere, nel mezzofondo e nella corsa campestre.
Grazie ai contatti dello zio, Sawe ha cominciato ad allenarsi con Abel Mutai, specialista nei 3mila metri, che era anche assistente coach nel 2 Running Club, a Kapsabet, 2000 metri circa di altezza, capoluogo della contea di Nandi, nella Rift Valley settentrionale.
Il 2 Running Club
Il 2 Running Club, fondato da Berardelli, è un gruppo prestigioso nel mondo dell’atletica leggera, formato da una trentina di atleti e specializzato nella preparazione di maratoneti e mezzofondisti capaci di competere nelle gare internazionali.
Il 2 Running Club ha formato anche altri campioni come Benson Kipruto (vincitore della maratona di Tokyo nel 2024), Evans Chebet (vincitore di quella di Valencia nel 2020), e Amos Kipruto (vincitore di medaglie nei campionati mondiali di atletica).
Sawe si allena quotidianamente a circa 2000 metri d’altezza, cosa che rafforza notevolmente la sua capacità aerobica. Vive in un campo con gli altri atleti del gruppo. Vede la moglie e il figlio due volte al mese.
La sua giornata inizia alle 6 del mattino e finisce alle 9 di sera. Generalmente corre per una trentina di chilometri al giorno, 20 al mattino e 10 nel pomeriggio. Ha un ciclo di allenamento che dura dieci giorni, che si ripete dopo una pausa.
È sponsorizzato dall’Adidas che ha studiato per lui una scarpa da corsa speciale – la Adidas Adizero Pro Evo 3 – che pesa solo poco più di 97 grammi.
Sawe si è fatto fotografare con la calzatura che portava scritto il tempo del suo record, riconoscendo che lo strumento lo aveva aiutato a raggiungerlo.