Nel paese l’omosessualità è reato
Erano stati condannati a otto anni di reclusione per “atti osceni e contro natura”. La Corte d’appello di Dakar adesso ordina la scarcerazione per nove uomini.

La polizia ha sequestrato oggetti e telefoni portatili con fotografie e si è basato su questi elementi per creare un dossier. Queste le parole, riportate dall’agenzia Afp, di Issa Diop uno degli avvocati dei nove cittadini senegalesi condannati il 7 gennaio scorso per omosessualità. Secondo la difesa, le accuse mosse dalle autorità non si fondavano su fatti realmente avvenuti.

Oggi la Corte di appello di Dakar ha annullato il processo e ordinato l’immediata scarcerazione dei condannati. Agli uomini, tutti con meno di 30 anni, arrestati a dicembre con l’accusa di “atti osceni e contro natura e associazione a delinquere” il giudice aveva inflitto il massimo della pena: 5 anni di carcere per omosessualità, più altri tre anni di reclusione per associazione a delinquere.

La condanna del gennaio scorso aveva suscitato feroci proteste da parte delle associazioni che si battono per il riconoscimento dei diritti dei gay.
In Senegal, paese a maggioranza musulmana, l’omosessualità è tuttora illegale, nel paese i gay vengono discriminati e relegati ai margini della società.
Nel febbraio 2008 Mansour Dieng, l’editore dell’Icone magazine, una rivista senegalese, ha ricevuto minacce di morte dopo aver pubblicato le foto di un matrimonio tra due uomini. Dopo che la polizia ha interrogato l’editore, alcuni uomini che – secondo le fonti della Bbc – apparivano nelle fotografie sono stati arrestati dalle autorità e rilasciati solo dopo qualche giorno.

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