Senegal / Human Right Watch / Molestie nelle scuole

E’ stato pubblicato ieri il rapporto “It’s not normal” dell’organizzazione Human Rights Watch (HRW), che denuncia le numerose molestie, abusi e casi di sfruttamento sessuale subiti dalle studentesse delle scuole secondarie nel paese.

Secondo il report, basato su indagini che hanno coinvolto almeno 160 ragazze, alcuni insegnanti abusano della loro autorità e minacciano le studentesse con l’espediente del voto basso. Se queste respingono la prestazione sessuale richiesta – e alle ragazze economicamente più vulnerabili – viene offerto il pagamento delle tasse scolastiche o un po’ di denaro per comprare il pranzo.

Alle ragazze che denunciano l’accaduto ai genitori, agli amici, ai dirigenti delle scuole o ad altri insegnanti non viene dato alcun supporto e anzi spesso vengono ignorate.

L’abuso sessuale sugli adolescenti è un argomento tabù in Senegal, così come in tante altre parti dell’Africa, e per questo le vittime sono spesso soggette al biasimo sociale. Inoltre si tende a non denunciare i casi di violenza alle autorità competenti ma a risolverli privatamente, in famiglia, e se la vittima rimane incinta si cerca di insabbiare l’accaduto tramite il matrimonio o con il pagamento di somme di denaro, accettando di dare al bambino il cognome del carnefice.

In Senegal c’è una legge che prevede dieci anni di prigione per gli insegnanti che si macchiano di abusi e molestie sessuali – anche il Somaliland ne ha approvata una di recente -, ma a quanto pare il più delle volte rimane lettera morta.

Inoltre, fa notare HRW, se lo Stato ha fatto grandi passi avanti negli anni per aprire le scuole a tutti, senza distinzioni di genere, deve anche combattere il fenomeno delle violenze sessuali e monitorare meglio quello che succede negli istituti scolastici, anche perché la portata del fenomeno rimane tutt’oggi inestimabile. (Radio France Internationale)