Senegal / moschea

Oggi a Dakar, in Senegal, sarà inaugurata dalla Fratellanza Mouride la moschea Massalikul Jinaan (I sentieri del paradiso), che potrà vantare di essere la più grande dell’Africa Occidentale.

I lavori erano cominciati dieci anni fa su un terreno donato dal governo alla fratellanza. I costi per la costruzione, che hanno superato i 30 milioni di euro, provengono tutti da donazioni. Il governo ha inoltre fornito 10,5 milioni di euro per illuminazione, servizi igienico-sanitari e lavori stradali.

Il nome scelto per la moschea deriva dal titolo di una poesia dello sceicco Ahmadou Bamba Mbacke, fondatore della Confraternita del XIX secolo, venerato dai fedeli come santo sufi. Mouride è la parola araba che esprime il concetto di “colui che desidera imparare” e la Fratellanza è riconosciuta come pilastro della tolleranza religiosa in Senegal.

Con un esterno in marmo di Carrara e cinque minareti, la moschea ha capacità di 15.000 fedeli all’interno e altrettanti nel piazzale esterno. Gli interni sontuosi includono una cupola a foglia d’oro, lampadari e decorazioni disegnate a mano da operai marocchini.

Il massiccio edificio incarna l’ascesa della Fratellanza, ha affermato il ricercatore Cheikh Gueye. I Mourides «dominano il commercio, l’import-export, l’agricoltura e persino i media», ha detto. La moschea è un «simbolo di questo potere economico che contribuirà a rafforzare la loro influenza politica e culturale».

I Mourides sono una delle quattro più importanti confraternite sufi del Senegal. Il fondatore Bamba, un pacifico oppositore del colonialismo francese, fu esiliato dalle autorità francesi prima in Gabon e poi in Mauritania. Quando riuscì a tornare in Senegal venne messo agli arresti domiciliari nella sua casa nel nord del paese. (News 24)